«Sono qui per sostenere Pasquale Tridico in Calabria e per parlare delle elezioni calabresi, che hanno già una legge elettorale definita e dei nostri meravigliosi candidati, pronti per questa sfida». A dirlo è la segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, durante il comizio a Lamezia Terme, dove è tornata per la terza volta in pochi mesi per sostenere il candidato alla presidenza della Regione Calabria.
«Stiamo insistendo con forza – ha aggiunto – sulla necessità di una sanità pubblica che in questa regione, purtroppo, non funziona. Lo vediamo ogni giorno, lo ascoltiamo direttamente dai cittadini. Ieri eravamo a San Giovanni in Fiore, oggi a Vibo Valentia, l’altra volta a Polistena. Sempre davanti agli ospedali, perché la prima questione che ci pongono i calabresi è semplice: vogliono smettere di sentirsi cittadini di serie B e reclamano il diritto ad una sanità pubblica funzionante».
La sanità è davvero la priorità in questa campagna elettorale?
«Assolutamente sì. E vogliamo rivolgere una domanda semplice a tutti i calabresi, a prescindere da come abbiano votato in passato, che siano di destra, sinistra, centro o si siano astenuti: la sanità pubblica, con Occhiuto in questi quattro anni, è migliorata o peggiorata? Quello che ci raccontano è che la situazione è peggiorata. Le liste d’attesa sono interminabili. Poco fa ho incontrato una signora che ha dovuto operarsi a Ravenna. È inaccettabile».
Accanto alla sanità, un altro tema fondamentale resta il lavoro. Schlein ha ricordato l’incontro con una giovane calabrese: «A Vibo una ragazza mi ha detto: “Io e molti della mia classe non siamo più qui. Abbiamo dovuto lasciare la Calabria per trovare un lavoro dignitoso e costruire un futuro”. Questo è il motivo per cui combattiamo per il salario minimo e contro la precarietà, che impedisce ai giovani di costruirsi una vita, una famiglia».
Cosa si sta facendo per contrastare la criminalità organizzata in Calabria?
«C’è un tema che rischia di essere ignorato in questa campagna elettorale, ed è quello della lotta alla ‘ndrangheta. Per noi è un tema identitario fortissimo. Siamo stati a Rosarno perché lì, come altrove, serve contrastare con fermezza la criminalità organizzata che si infiltra nell’economia e fa concorrenza sleale agli imprenditori onesti. Servono politiche che premiano chi tutela la legalità e i diritti dei lavoratori».
«Sappiamo bene – ha proseguito – le condizioni drammatiche in cui vivono molti braccianti agricoli sfruttati dal caporalato, ma conosciamo anche le difficoltà dei piccoli agricoltori. La nostra battaglia è doppia: per il salario minimo e per garantire un giusto prezzo lungo tutta la filiera agricola, perché solo così si può assicurare lavoro di qualità e non salari da fame».
Quanto conta la Calabria nello scenario politico nazionale?
«La Calabria è importante, soprattutto per i calabresi. Il 5 e 6 ottobre hanno l’opportunità di cambiare pagina con Pasquale Tridico. Ha già dimostrato, da servitore dello Stato all’INPS, di avere a cuore le persone più fragili. È la candidatura più forte e credibile per un progetto di centrosinistra ampio e coeso, alternativo alla destra. Noi, come Partito Democratico, siamo orgogliosi di sostenerlo».
«Ho visto che Giorgia Meloni ha chiesto a tutte le forze politiche di condannare i fatti di Milano. Io non ho alcuna difficoltà a farlo: condanno la devastazione della stazione e il ferimento di 60 agenti di polizia. Abbiamo sempre condannato ogni forma di violenza politica, perché non è mai giustificabile e non è il nostro metodo. Mai lo è stato».
E riguardo alle manifestazioni per Gaza cosa ne pensa?
«Non possiamo accettare che la violenza di qualche centinaio di manifestanti offuschi le decine di migliaia di persone che oggi, pacificamente, hanno manifestato in tutto il Paese per Gaza. Mentre noi condanniamo sempre la violenza politica, siamo ancora in attesa che Giorgia Meloni condanni i crimini di Netanyahu a Gaza e in Cisgiordania. Non si può dire solo ciò che fa comodo a Trump e Netanyahu».




