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Ecoforum Calabria: migliora la differenziata, ma restano forti divari territoriali

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La Calabria compie passi avanti nella raccolta differenziata, ma il percorso verso un sistema pienamente efficiente e sostenibile resta ancora lungo e complesso. È questo il quadro emerso dall’ottava edizione dell’Ecoforum regionale, che evidenzia sì un miglioramento, ma anche persistenti criticità strutturali e forti disparità tra i territori.

Secondo i dati forniti da Arpacal, nel 2024 la percentuale complessiva di raccolta differenziata in Calabria ha raggiunto il 58,2%, segnando un incremento del 3,4% rispetto all’anno precedente. Un progresso che testimonia una diffusione sempre più ampia delle buone pratiche ambientali, ma che non basta ancora a colmare il divario con la media nazionale, ferma al 67,7%.

L’obiettivo fissato a livello europeo resta quello del 65% entro il 2030, traguardo che, secondo l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, è raggiungibile grazie alle misure in programma. Tra queste, spicca un imminente bando da 35 milioni di euro destinato al rafforzamento e all’ampliamento dei centri di raccolta comunali, a cui si aggiungono ulteriori 3,5 milioni per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.

Nonostante i segnali positivi, il territorio regionale continua a presentare forti squilibri. La provincia di Cosenza si conferma la più virtuosa con 32 Comuni “Rifiuti Free”, seguita da Catanzaro con 13. Tuttavia, proprio il territorio catanzarese si distingue per alcune eccellenze assolute: tre Comuni superano l’80% di raccolta differenziata, dimostrando livelli di performance particolarmente elevati. In questo contesto, realtà urbane più grandi come Lamezia Terme si attestano su percentuali più contenute, pari al 61,35%, evidenziando le difficoltà che i centri maggiori incontrano nella gestione del ciclo dei rifiuti.

La graduatoria regionale conferma il ruolo trainante della provincia di Catanzaro, che occupa ben quattro posizioni tra i primi cinque Comuni più virtuosi. In testa si colloca Soveria Simeri con l’89,58%, seguita da Gimigliano (89,40%). Al terzo posto figura Montegiordano, in provincia di Cosenza, con l’87,18%, mentre tornano poi Comuni del catanzarese come Sellia (87,14%) e Tiriolo (87,03%). Un risultato che evidenzia come, accanto alle criticità diffuse, esistano modelli virtuosi capaci di trainare l’intera regione.

Più indietro risultano invece Vibo Valentia, con 7 Comuni premiati, e Reggio Calabria, che ne conta appena 3, mentre la provincia di Crotone non registra alcun Comune tra quelli virtuosi.

Dal punto di vista ambientale e gestionale, restano aperte questioni rilevanti. Come sottolineato da Legambiente Calabria, è fondamentale superare definitivamente il modello basato sulle discariche, puntando invece su interventi di bonifica dei siti dismessi, sulla prevenzione delle illegalità e sulla tutela dei territori colpiti da abbandono e sversamenti di rifiuti.

Per rispettare gli obiettivi stabiliti dalla normativa europea – che prevedono il riciclo del 55% dei rifiuti urbani entro il 2025 e del 65% per gli imballaggi – diventa imprescindibile investire nella realizzazione di impianti dedicati alla filiera del riciclo. Solo attraverso un sistema infrastrutturale adeguato sarà possibile coniugare tutela ambientale, sviluppo economico e creazione di nuova occupazione nel settore green.

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