Questa mia nota nasce necessariamente a seguito dell’articolo pubblicato ieri dal Quotidiano del Sud sulla Curva Nord dello stadio Guido D’Ippolito, nel quale viene richiamato anche il lavoro svolto dalla Commissione consiliare. Proprio perché siamo stati chiamati in causa, ritengo doveroso ristabilire con chiarezza ruoli e responsabilità. Avevamo chiesto espressamente di non essere messi nella condizione di esporci pubblicamente su tempistiche che non fossero certe, rappresentando anche internamente che, qualora la vicenda avesse assunto una dimensione mediatica, avremmo chiarito pubblicamente ogni passaggio. Quell’esposizione, purtroppo, si è verificata e oggi non possiamo far finta di nulla. Noi ci assumiamo fino in fondo le responsabilità che appartengono alla politica; allo stesso modo, ciascuno dovrà assumersi quelle derivanti dalle proprie funzioni e dagli atti di propria competenza.
A fine giugno, all’interno della Commissione consiliare permanente Sport, appositamente convocata sul tema, presieduta dal Consigliere Davide Mastroianni e della quale sono vicepresidente, ci è stato comunicato con certezza l’imminente avvio dei lavori. Non siamo stati noi a inventare date o tempistiche: abbiamo dato credito a informazioni ricevute ufficialmente in una sede istituzionale. Anche nella seduta della Commissione Sport del 5 agosto, appositamente convocata sulla vicenda, il RUP, geometra Paone, del settore Patrimonio comunale, ha interloquito davanti a noi con la Ditta “Ruberto Costruzioni”, ricevendo ulteriori rassicurazioni sull’imminente avvio dei lavori. In quella sede ci è stato comunicato che un primo intervento sarebbe dovuto partire già tra giovedì e venerdì scorsi. Ad oggi, però, i lavori non risultano ancora iniziati.
Dalle informazioni acquisite, la Ditta Ruberto Costruzioni opera nell’ambito di un accordo quadro complessivo di circa 400 mila euro con il Comune di Lamezia Terme per interventi di manutenzione sul patrimonio comunale. A questo si aggiunge un ulteriore elemento: per questo intervento è stata svolta un’attività di progettazione, con i relativi costi sostenuti dall’Ente, ed è proprio il progetto predisposto che è stato presentato alla Commissione di vigilanza già nel mese di dicembre, quando sono state formulate le prescrizioni necessarie ai fini della fruibilità della struttura.
Il campionato di serie D è alle porte, la stagione sta per iniziare e il cantiere non è ancora partito. Lungi da noi voler alimentare contrapposizioni che non servono alla città. Ma bisogna essere chiari: questa volta non siamo davanti a una delle tante difficoltà amministrative riconducibili alla carenza di personale, alla mancanza di risorse o a un procedimento ancora da costruire. Qui siamo su un altro binario: il progetto esiste ed è stato pagato, la Commissione di vigilanza si è riunita già a dicembre, le prescrizioni sono state formulate, le risorse ci sono, la ditta è individuata, il rapporto contrattuale esiste e l’intervento risulta affidato.
La domanda, quindi, è semplice: cosa impedisce oggi l’apertura del cantiere? Va ribadito un principio fondamentale: alla politica compete dare indirizzi politici/amministrativi e indicare le priorità nell’interesse della città; agli uffici competono gli atti e l’esecuzione amministrativa, nel rispetto della legge e delle rispettive competenze. E da parte nostra la volontà politica è chiarissima: la Curva Nord deve essere resa fruibile. Quando un consigliere, a nome di una Commissione consiliare, si espone con i cittadini sulla base di informazioni ricevute ufficialmente, quelle informazioni devono avere un valore. Le sedute delle Commissioni sono pubbliche e quanto viene dichiarato viene verbalizzato. Non parliamo di chiacchiere di corridoio. Se quelle informazioni non trovano riscontro nei fatti, vengono messi in difficoltà la Commissione, il Consiglio comunale e soprattutto il rapporto di fiducia con i cittadini. E sia chiara una cosa: noi non lavoriamo per le ditte e non facciamo gli interessi delle imprese. Noi facciamo gli interessi dei cittadini, che è cosa ben diversa. Il nostro compito è tutelare l’interesse pubblico e pretendere che le risorse pubbliche si traducano in opere per la città.
Forse dobbiamo fare anche un’autocritica: in alcune situazioni abbiamo avuto troppa fiducia. Se dopo settimane di interlocuzioni, rassicurazioni e impegni ufficialmente rappresentati i lavori non sono ancora iniziati, significa che qualcosa, lungo il percorso, non ha funzionato. Bisogna capire cosa e dove, e ciascuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Da quanto ho potuto comprendere, gli uffici interessati hanno cercato, attraverso interlocuzioni e solleciti, di arrivare all’esecuzione dell’intervento. È comprensibile quando esiste una difficoltà oggettiva e temporanea. Ma collaborazione non significa rincorrere indefinitamente qualcuno. Il limite è e deve rimanere sempre l’interesse pubblico.
Per questo adesso la questione è semplice: se l’impresa è nelle condizioni di eseguire l’intervento, inizi immediatamente i lavori. Se esistono impedimenti, vengano formalmente rappresentati. Se invece dovessero emergere inadempimenti, il settore competente utilizzi gli strumenti previsti dal contratto e dalla legge e, ricorrendone i presupposti, proceda fino alla risoluzione per inadempimento e alle conseguenti procedure per garantire comunque l’esecuzione dell’intervento. Sabato ho già scritto al dirigente competente, ingegnere Pasqualino Nicotera. A questo punto mi vedo costretto, e ne avrei fatto volentieri a meno, a presentare formale accesso agli atti su questa specifica vicenda. È in gioco l’onorabilità e la credibilità istituzionale di tutti noi, soprattutto dopo esserci esposti pubblicamente sulla base delle informazioni ricevute. Interesserò pertanto anche il Segretario Generale, chiedendo di acquisire comunicazioni, disposizioni, eventuali ordini di servizio, tempistiche, solleciti e contestazioni. Saranno gli atti, una volta per tutte, a chiarire quanto accaduto. Nulla di personale contro nessuno. Non cerco colpevoli preventivamente e non intendo aprire guerre che non servono alla città. Ma il nostro approcci non può essere scambiato per debolezza né per disponibilità ad assumerci responsabilità che non sono nostre.
Ho già informato anche il Sindaco della situazione. L’obiettivo resta uno solo: rendere finalmente fruibile la Curva Nord. Parliamo di un’opera che i tifosi e la città di Lamezia Terme attendono da oltre vent’anni e per la quale, già all’epoca, furono spesi circa 500 mila euro, rimanendo tuttavia incompiuta. A questo si aggiungono oggi progettazione, procedure, prescrizioni e risorse messe in campo. Il campionato sta per iniziare e non c’è più tempo. Io a tutto questo non ci sto più. Non intendo più sottacere né continuare ad aspettare. Si proceda immediatamente; se esistono impedimenti, vengano messi nero su bianco e si assumano gli atti conseguenti. Su questa vicenda siamo determinati ad andare fino in fondo. Se non arriverà una soluzione nel più breve tempo possibile, valuteremo ulteriori iniziative nelle sedi competenti. E, per il momento, mi fermo qui.
Fonte Massimo Cristiano- Capogruppo consiliare- Vicepresidente Commissione consiliare permanente Sport




