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“Contributo di soggiorno, impegno dimenticato. Lamezia non può più permettersi di rinunciare a questa opportunità”

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È trascorso oltre un anno da quando, nel corso della presentazione del Festival del Turismo e dell’Agroalimentare Sostenibile, la Pro Loco di Lamezia Terme propose l’istituzione del contributo di soggiorno, uno strumento ormai adottato da gran parte dei Comuni calabresi e persino da quelli confinanti con la nostra città. In quella circostanza il Sindaco accolse con favore la proposta, assumendo pubblicamente l’impegno di portare in Giunta la delibera per la sua istituzione. Un impegno che, ad oggi, è rimasto senza alcun seguito.
La domanda è semplice: perché?
Quali sono le ragioni che hanno indotto l’Amministrazione comunale a lasciare nel cassetto un provvedimento che avrebbe consentito di reperire risorse preziose senza chiedere un solo euro ai cittadini di Lamezia?

Purtroppo, nei giorni successivi a quella proposta, sui social network si diffuse una narrazione errata. Molti confusero il contributo di soggiorno con una nuova tassa a carico dei residenti. Sarebbe bastato spiegare, con chiarezza e responsabilità, che il contributo viene versato esclusivamente da chi soggiorna nelle strutture ricettive e che il suo gettito è destinato a migliorare l’offerta turistica, il decoro urbano, i servizi, gli eventi e la promozione del territorio. In altre parole, un contributo lasciato da chi visita la città per renderla più accogliente e più attrattiva, con benefici concreti per l’intera comunità e per le attività economiche.

La politica, però, è chiamata anche ad assumersi la responsabilità delle scelte. E viene spontaneo domandarsi se, dietro questo inspiegabile immobilismo, non sia mancato il coraggio di affrontare una polemica effimera, rinunciando così a una misura di buon senso ormai consolidata in tantissimi Comuni italiani. Oggi questo interrogativo pesa ancora di più. L’Amministrazione parla di predissesto finanziario. Una condizione che inevitabilmente comporterà sacrifici, aumenti e restrizioni che finiranno per incidere direttamente sulle tasche dei cittadini lametini.

Ed è proprio questo il paradosso.
Da una parte si prospettano nuovi sacrifici per i residenti; dall’altra si continua a rinunciare a uno strumento che avrebbe consentito di reperire risorse da chi soggiorna in città, senza alcun aggravio per le famiglie lametine.
È una contraddizione che merita una risposta. Ogni anno che passa senza il contributo di soggiorno è un anno in cui Lamezia rinuncia a risorse che potrebbero essere investite nella programmazione estiva, nella promozione turistica, nel sostegno alle manifestazioni culturali, nel decoro urbano, nell’accoglienza, nella valorizzazione del patrimonio storico e ambientale e nel rafforzamento dell’economia locale.
Le città vicine lo hanno capito da tempo. Lamezia, invece, continua inspiegabilmente a rimanere indietro.
La Consulta delle Associazioni chiede al Sindaco e alla Giunta di spiegare pubblicamente le ragioni di questo impegno mancato e di dire ai cittadini se intendano finalmente procedere con l’istituzione del contributo di soggiorno oppure se abbiano deciso di rinunciarvi definitivamente.

Non è più il tempo delle promesse. È il tempo delle decisioni.
Perché amministrare significa avere il coraggio di scegliere, di spiegare le proprie scelte ai cittadini e di perseguire l’interesse generale anche quando richiede determinazione e capacità di guardare oltre il consenso del momento. Lamezia Terme non ha bisogno di occasioni perdute. Ha bisogno di una visione, di programmazione e di amministratori che abbiano il coraggio di trasformare gli impegni in atti concreti.

 

Fonte Consulta delle Associazioni lametine

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