La Commissione Sanità ha incontrato ieri, nella sede del circolo, alcune associazioni del Terzo Settore per fare il punto sulle azioni messe in campo e, soprattutto, sulle numerose criticità che interessano il nostro territorio.
Abbiamo ascoltato le testimonianze di genitori di giovani con autismo che non si rassegnano alla lentezza – e spesso purtroppo all’inadeguatezza – delle risposte ricevute. Tante le storie raccolte, sia dai familiari sia dai responsabili delle associazioni, che raccontano una realtà fatta di sacrifici quotidiani e di diritti ancora troppo spesso negati.
È stata evidenziata la difficile coordinazione e integrazione dei servizi socio-sanitari, problema particolarmente grave in Calabria anche a causa del piano di rientro sanitario che continua a comprimere le risorse finanziarie disponibili. A ciò si aggiunge una cronica scarsità di fondi destinati ai servizi sociali.
Un primo, timido segnale positivo sembra arrivare dal nuovo Assessore regionale al Welfare, che ha convocato diversi enti del Terzo Settore dopo quattro anni di immobilismo. Un passo iniziale che, pur con prudenza, restituisce un minimo di fiducia.
Ancora più complessa appare la situazione a livello comunale. Lamezia Terme, comune capofila dell’ambito sociale del lametino, non ha ancora attivato la Consulta del Terzo Settore; non esiste un assessore specificamente delegato alle politiche sociali e la delega è rimasta in capo al Sindaco, che evidentemente non può far fronte da solo alle numerose e urgenti richieste di un settore così delicato per la città. L’unico incontro recente con le associazioni si è limitato a delle scuse per dichiarazioni avventate di un assessore allo sport, senza però tradursi in un reale momento di ascolto e confronto.
Gli stanziamenti comunali risultano irrisori, nonostante l’abbondanza di risorse nazionali previste dal nuovo Piano per la disabilità. Il continuo turnover del personale comunale rende inoltre estremamente difficile la costruzione dei cosiddetti “progetti di vita” personalizzati, indispensabili per garantire risposte adeguate a persone con disabilità che hanno bisogni differenti tra loro. Senza una programmazione stabile diventa impossibile anche prevedere un impegno finanziario coerente.
Persistono poi criticità nella collaborazione tra competenze sanitarie e risorse territoriali, nell’esiguità del personale sanitario e assistenziale e persino nella limitata capacità del sistema universitario di formare nuove figure professionali, di cui il territorio ha urgente bisogno per poter finalmente definirsi una realtà che accoglie e sostiene tutti i suoi cittadini.
La Commissione si è fatta carico delle questioni sollevate. Intende procedere con verifiche puntuali sulle risorse di bilancio – documento che, ad oggi, non è ancora stato trasmesso ai consiglieri – e presentare interrogazioni specifiche sull’organizzazione dei servizi sociali e sulla convocazione della Consulta del Terzo Settore. Saranno inoltre proposte mozioni condivise per migliorare il rapporto tra ASP ed Ente Comunale, oggi ancora fragile, a volte segnato dall’indifferenza, altre volte accompagnato da annunci di centinaia di assunzioni di cui però non si chiariscono destinazioni, ruoli e finalità: ospedale o territorio, servizi sanitari o amministrativi, città o azienda zero, sostituzioni o reale potenziamento.
Intanto, da anni, le famiglie sono costrette a supplire alle carenze del sistema, sostenendo personalmente costi e responsabilità pur di garantire ai propri figli anche i servizi minimi.
Il PD lametino non li lascerà soli.
Partito Democratico Lamezia Terme




