“E’ improprio definire il Partito Democratico in Calabria e a Lamezia come democratico e progressista; appare piuttosto come un partito conservatore di centro. Gli ideali di progresso, il lavoro paziente dedicato alle eguaglianze sociali e al buon governo delle città sembrano essere stati messi da parte, sostituiti dietro una stinta bandiera da slogan che nascondono un’unica finalità: chi conta di più nell’organigramma per le prossime tornate elettorali.
Questo spirito pervade ogni livello dirigenziale, per gli scranni nei piccoli comuni, per quelli asfittici della provincia, fino a quelli ‘corposi’ della regione o del parlamento. Con accordi, ‘accorducci’ e comparaggi dietro le quinte, l’obiettivo centrale è ottenere o mantenere posizioni di potere, spesso sacrificando esperienze e competenze come nella strenua a lotta ‘tutta al femminile’ fin dentro i palazzi romani contro Doris Lo Moro. Il risultato è stato una sconfitta collettiva del centro-sinistra, che ha coinvolto tutti e tutte, nel passato quanto nel presente, proiettandosi persino nel futuro.
E’ comprensibile che vincano le destre, liberali o illiberali che siano: alla fine realisticamente trovano il modo di accordarsi nella distribuzione delle prebende.
Nel PD la contesa viene portata avanti fino all’ultima linfa, fino all’ultima tessera. Le assemblee, che dovrebbero essere luoghi di dialogo costruttivo, servono solo per contare i vincenti e i ‘morti’… sono divenute obitori con i presidenti nelle vesti di coroner. L’intero gruppo dirigente locale e regionale dovrebbe essere commissariato ma da chi se i ‘garanti’, come è già accaduto da noi, sono di parte?
I ‘semplici’ cittadini che, già nauseati per il diffuso malgoverno, vanno sempre di meno a votare ci osservano come mascherine di carnevale: Arlecchino, Pulcinella, o quella calabrese di Giangurgolo (affamato e chiacchierone).
A pagarne il prezzo per l’umiliazione siamo noi militanti… gli ultimi mohicani… quelli con la passione e il desiderio genuino di contribuire al miglioramento della qualità della vita individuale e collettiva, con un’attenzione particolare ai più fragili; spesso strumentalizzati, anche inconsapevolmente, per alimentare fazioni contrapposte.“
Cesare Perri Già componente della segreteria e del Direttivo PD




