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“Biolab, la guerra biologica” è stato proiettato nonostante clamore mediatico

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Dopo varie polemiche e tentativi di bloccare la proiezione del filmato prodotto dal canale RT (network di stato russo “Russia Today”) presso il Laboratorio d’Arte Cerra Sambiase, tutto si è svolto senza problematiche vedi nostri articoli precedenti

Abbiamo chiesto a Rossella Cerra responsabile del “Laboratorio”  e membro di “Centro Sud 24” perchè c’è stato tutto questo clamore mediatico in riferimento alla proiezione di questo filmato ?

“Perchè non si conosce il filmato stesso, non se ne conosce il contenuto, perché dovrebbe essere invece conosciuto principalmente  dagli ucraini.

Si parla di laboratori dove si studiano e si sperimentano delle armi chimiche e armi biologiche anche sulla popolazione. E questo avviene in diverse parti del mondo.

In questo filmato il focus è concentrato su alcuni paesi dell’ex Unione Sovietica e quindi l’allarme dovrebbe nascere  non per la proiezione di un documentario filo russo che filo russo non è ma per il fatto che documenti certe azioni che dovrebbero essere invece conosciute proprio per mettersi anche un pochettino al riparo da certi pericoli che potrebbero già esistere.

Quando tutto questo avviene non soltanto dai centri di ricerca militari del pentagono perché anche di questo si parla e forse è questa la cosa che dà un po’ fastidio, ma è la verità, c’è bisogno di conoscere determinate cose e poi farsi anche delle opinioni.

Però se non si conosce, si parte con dei pregiudizi, si pecca veramente anche di presunzione cioè se  tu non sai il contenuto di un documentario non ne puoi parlare non puoi dire soprattutto che si tratti di propaganda filo russa, perché ripeto non lo è.

Vincenzo Lorusso è colui  che ha i diritti sulla distribuzione di questi documentari, ha curato la traduzione in italiano proprio per rendere noti certi temi, certe verità che magari sono scomode in questo momento ma che bisognerebbe veramente conoscere e dopo farsi un’opinione non in maniera preventiva con degli slogan o con del sentito dire perché su questo praticamente si basa l’ignoranza.”

Il tuo “Laboratorio d’arte” ha organizzato altri eventi?

“Sì, abbiamo fatto presentazione di libri, mostre eventi culturali, dibattiti dai temi comunque attinenti sempre un po’ all’arte ad esempio c’è stato Michele Tripodi con un suo libro, c’è stato Santo Gioffrè sulla questione della sanità c’è stato Pasqualino Scaramuzzino con il suo libro sulla musica nei campi di concentramento, cioè cerchiamo di tenere vivo comunque un dibattito culturale, non solo azioni prettamente relative all’arte, ma anche alla cultura alla conoscenza in generale”

 

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