News

Avvicendamenti nella Diocesi lametina. Alcune domande di un nostro lettore

WhatsApp Image 2026-07-12 at 13.27.05

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore su alcune questioni che riguardano gli avvicendamenti di parroci nella Diocesi lametina.

La lettera, firmata, pone alcune domande che chiaramente possono essere chiarite dalla stessa Diocesi, alla quale riserveremo tutto lo spazio necessario per un’eventuale replica.

 

«Cominciano a emergere alcune indiscrezioni sui possibili avvicendamenti di parroci nella Diocesi di Lamezia Terme, guidata dal Vescovo Serafino Parisi. Tutte voci di corridoio, sia chiaro, che però stanno allarmando le comunità direttamente interessate. Il malumore che sta emergendo non lascia sperare in bene e, per questa ragione, prima che ci siano altre problematiche, è necessario portare alla luce una serie di “manovre” che potrebbero ledere lo spirito di armonia che tali scelte dovrebbero invece contenere.

Il caso Conflenti e il nodo Martirano Antico

La notizia più eclatante è che il rettore della Basilica di Conflenti, Don Giovanni Marotta — subentrato a Don Adamo Castagnaro lo scorso ottobre (2025) — avrebbe manifestato al Vescovo la decisione di abbandonare l’incarico. Pare che alla base di questa clamorosa volontà ci siano dei dissidi sorti con lo stesso Don Adamo, già pensionato l’anno scorso per raggiunti limiti di età (75 anni) in base alle norme del Codice di Diritto Canonico. Il prossimo 18 dicembre compirà 77 anni.

L’altra notizia a cui chiediamo riscontro “è vero che il Vescovo vorrebbe accorpare Martirano Antico proprio con Conflenti?” Una scelta che se confermata mortificherebbe secondo molti la secolare storia martiranese (ricordiamo che fu sede vescovile fondata nell’XI secolo e poi soppressa nel 1818). La voce si è già sparsa tra i parrocchiani e sembra che qualcuno sia già pronto alla protesta.

E qui entrerebbe in gioco l’attuale parroco di Martirano, Don Antonio Stranges, in carica da ben 27 anni. Per il diritto canonico ogni mandato ha una durata di nove anni, che l’Ordinario potrebbe prorogare a propria discrezione senza dei precisi limiti; è innegabile, però, che in questo caso il periodo si sia dilatato troppo e che quindi si rende necessario un nuovo incarico.

Don Stranges è di Conflenti, dove risiede e fa la spola con la vicina Martirano Antico: sarebbe per questo motivo un candidato appropriato e autorevole per diventare il nuovo parroco di Conflenti e il Rettore della Basilica. Proprio perché nativo del luogo, la figura di Stranges godrebbe di un consenso generale.

Potrebbe essere che a porre il veto su Don Antonio Stranges sarebbe proprio lo stesso Don Adamo, che non vuole proprio uscire di scena?

Si dice che la comunità abbia brindato alla sua partenza, per poi accorgersi che lui è sempre là, nonostante la nomina di Don Marotta.

Intrecci, veti e proteste silenziose

Se fosse confermata, la volontà di Don Marotta di rinunciare all’incarico sarebbe il chiaro sintomo che qualcosa non va e che il Vescovo non è riuscito a sistemare bene alcune dinamiche.  Altra domanda che ci poniamo è: chi deve comandare? Il Vescovo Parisi o il pensionato Don Adamo?

Il pasticcio, però, non finisce qui: come sostituto di Don Marotta, il Vescovo avrebbe individuato Don Alberto Nahum, che era già stato in passato a Conflenti senza mai godere — a quanto pare — del pieno consenso dei conflentesi. Tale ritorno sarebbe sconveniente: perché non puntare allora su Don Stranges dandogli una concreta possibilità, dopo aver fatto benissimo a Martirano?

Il ritardo dell’annuncio ufficiale degli avvicendamenti potrebbe essere ulteriore prova delle difficoltà che il Vescovo starebbe incontrando, non riuscendo a far coincidere tutti i tasselli.

Gli altri accorpamenti sul tavolo

Oltre a Martirano Antico, Mons. Parisi vorrebbe accorpare Amato a Miglierina, mentre le tre parrocchie di Decollatura (Adami, Casenove e San Berardo) verrebbero riunite sotto un unico parroco: vale a dire Don Biagio Palmeri che da almeno tre anni ha chiesto, assieme al fratello Don Michele, di poter ritornare in Sicilia. Don Michele verrebbe invece destinato a San Pietro Apostolo.

Il Vescovo pare che giustificherebbe l’accorpamento di Martirano Antico a causa del numero di abitanti: 650 nel centro più altri 150 nel circondario del comune. Se valesse veramente questo principio, anche Motta Santa Lucia dovrebbe essere accorpata, considerati i suoi 410 abitanti.

I precedenti “flop” degli avvicendamenti

Ma sugli avvicendamenti le cose precedentemente non sono andate così bene: basti pensare a San Mango d’Aquino, dove era stato inviato come parroco Fra’ Faustino dei Missionari della Via, nonostante avesse chiaramente espresso la volontà di restare in comunità nella Chiesa di Santa Chiara. Sappiamo tutti com’è andata a finire: i Missionari se ne sono andati da Lamezia e sono stati incardinati dal Vescovo Savino a Cassano, dove stanno ottenendo un successo pastorale senza precedenti. Frattanto a San Mango nessuno va più in chiesa.

L’altro flop riguarda Don Antonio Fiozzo, assegnato alla Parrocchia di San Teodoro. Risultato? Anche Don Fiozzo ha lasciato, partendo come cappellano militare.

Ma gli “auto-gol” continuano: vedi l’anno sabbatico di Don Antonio Pascale; una formula “diplomatica” che solitamente finisce con il fare da triste preludio a un sempre più probabile abbandono della talare.

Altra decisione da parte del Vescovo riguarda la nomina del Parroco della Cattedrale (la sua chiesa) Don Giancarlo Leone, che ha praticamente ridotto al lumicino la parrocchia, sembra per la sua totale assenza di empatia. Questa si regge solo ed unicamente con la messa domenicale delle 10:30 con i “fuoriusciti” del soppresso Movimento Apostolico. Poi il vuoto assoluto, nonostante la presenza delle spoglie del Servo di Dio Vittorio Moietta che per fortuna sono meta di pellegrinaggio, ma non di partecipazione alla vita parrocchiale.

Conclusioni e interrogativi aperti

La Diocesi di Lamezia dispone di circa 70 sacerdoti: è ancora fortunata, vista la carenza di vocazioni in tutta Italia. La giustificazione che bisogna “risparmiare” i sacerdoti non regge; ma se proprio si vuole seguire questo principio, allora sarebbe più opportuno (per esempio) accorpare il Santuario di San Giovanni Paolo II di Cardolo (frazione di Feroleto Antico, frequentato da poche persone) “risparmiando” il giovane sacerdote che lo regge per inviarlo altrove, invece di cancellare la secolare storia di Martirano.

Forse un confronto con i fedeli aiuterebbe le scelte del Vescovo che devono essere prese nell’esclusivo interesse delle anime e non per meri tornaconti personali di alcuni sacerdoti.

Concludiamo con una domanda: perché Mons. Parisi non procede agli avvicendamenti cittadini (Lamezia) dove quasi tutti i parroci sono scaduti da diversi anni? Qualcuno insinua che egli voglia lasciare la “patata bollente” al suo successore, perché lui qui forse non voglia restarci? Speriamo che Iddio lo illumini…»

 

 

lettera firmata

 

Correlati

Condividi su:

Facebook
WhatsApp
Email
Threads