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Aumenti ingiustificati del trasporto pubblico: un colpo alle famiglie e agli studenti calabresi

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In una Giunta Regionale sempre più concentrata su come rimanere saldamente attaccata alle poltrone, si perde completamente di vista ciò che davvero interessa ai cittadini. Con la recente delibera, la Giunta ha ben deciso di aumentare le tariffe del trasporto pubblico locale su strada di circa il 20%.

Una scelta che ignora completamente le reali esigenze delle famiglie calabresi. A Lamezia Terme, il prezzo del biglietto singolo per il trasporto urbano (valido 90 minuti) è passato da 1,50 € a 1,80 €, mentre l’abbonamento mensile è salito da 41 € a 48,50 €, gravando pesantemente sugli studenti e sui lavoratori che quotidianamente dipendono dai
mezzi pubblici per motivi di necessità o per una scelta ecologica.

Chi deve spostarsi fuori comune subisce un aumento ancora più importante, intorno al 30%. Tutto questo avviene senza che vi sia stato alcun miglioramento del servizio, né giustificazioni legate a costi eccezionali come l’aumento del prezzo del carburante.

Già nella giornata di ieri, con l’associazione di rappresentanza studentesca Insieme – UMG Lab, della quale faccio parte, ci siamo mobilitati per segnalare alle autorità competenti questa situazione, che grava in maniera importante sugli studenti, aumentando notevolmente – specie nella città di Catanzaro – le spese legate alla mobilità per raggiungere l’università, con rincari che toccano il 120%. Per questo, chiedo pubblicamente alla Giunta maggiori spiegazioni sulle motivazioni che hanno portato a questa decisione.

Come Vice Segretario dei Giovani Democratici di Lamezia Terme, invito la Giunta Comunale a istituire un tavolo di confronto temporaneo tra autorità comunali, compagnie di trasporto che coprono le tratte che partono da Lamezia e associazioni studentesche.
Questo tavolo deve avere il compito di individuare soluzioni concrete per contenere gli aumenti delle tariffe e tutelare i cittadini tutti. Ciò che più preoccupa me, e le tante persone che mi scrivono, è la totale indifferenza delle
istituzioni, che sembrano accettare come normale questa escalation di prezzi senza fornire risposte o alternative.

In Calabria, dove oltre 400.000 famiglie (più della metà del totale) vivono in condizioni di forte vulnerabilità economica, queste manovre non faranno altro che aumentare il disagio sociale, senza affrontare le vere emergenze.

È tempo che le istituzioni mettano al centro le persone, ascoltino i loro bisogni e smettano di adottare misure che penalizzano chi è già in difficoltà.

 

 

Fonte Stefano Capriglia GD

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