C’è anche il 48enne G.P. nato a Lamezia Terme tra i sette dipendenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria finiti sotto indagine per interruzione di pubblico servizio, truffa aggravata, falsa attestazione in servizio e furto di energia elettrica. I sette, in servizio presso il polo sanitario di Bovalino, hanno ricevuto la notifica degli avvisi di garanzia da i Carabinieri della Stazione di Bovalino, su disposizione della Procura della Repubblica di Locri, a seguito di un’indagine che ha svelato un diffuso fenomeno di assenteismo.
Le indagini, avviate nel giugno 2022, hanno ricostruito un meccanismo ben organizzato: i dipendenti timbravano in modo illecito i badge aziendali per sé e per i colleghi assenti, simulando la presenza in servizio e percependo indebitamente retribuzioni non spettanti, con un grave danno per l’Amministrazione regionale e per l’erario. Durante le assenze, gli indagati si dedicavano a commissioni personali, spesa e altre attività private, lontani dai propri doveri istituzionali.
I militari, attraverso pedinamenti, servizi di osservazione e sistemi di videosorveglianza, hanno documentato come la pratica fosse diffusa, delineando un vero e proprio “modus operandi” strutturato e consolidato.
L’intervento giudiziario si è reso necessario per interrompere un illecito meccanismo di astensione dal lavoro, volto a tutelare l’efficienza del servizio pubblico e garantire la regolarità dell’attività dell’Azienda Sanitaria Provinciale.




