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“Al Vaglio” sviluppa il progetto FRICINA

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«Il caso del quattordicenne di Lamezia richiama tutti alla responsabilità educativa. FRICINA nasce per lavorare proprio sul rapporto tra giovani, relazioni e mondo digitale»
La vicenda del quattordicenne di Lamezia Terme che, secondo quanto emerso nelle ultime ore, avrebbe pianificato un’aggressione nei confronti di una propria insegnante, manifestando le proprie intenzioni anche attraverso chat e strumenti digitali, impone una riflessione che va ben oltre il singolo episodio.

 

AL VAGLIO APS ritiene che una vicenda che coinvolge un minore debba essere affrontata innanzitutto con prudenza, rispetto e responsabilità, evitando giudizi sommari e spettacolarizzazioni. Allo stesso tempo, quanto accaduto richiama l’attenzione su fenomeni che riguardano sempre più da vicino famiglie, scuola, associazioni e l’intera comunità educante.

 

Sono proprio questi i temi dai quali è nato FRICINA – Friendly Cybernetics in Nature, progetto promosso da AL VAGLIO APS e finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito dell’Avviso Giovani Competenti.
FRICINA affronta il rapporto tra giovani e ambiente digitale non limitandosi alla quantità di tempo trascorsa davanti agli schermi, ma interrogandosi sulla qualità delle relazioni che si costruiscono online, sull’uso delle parole, sul cyberbullismo e sull’odio in rete, sulla gestione delle emozioni e dello stress, sulla reputazione digitale e sulla capacità di riconoscere situazioni di disagio proprie o dei coetanei.

 

Particolarmente significativo, nella vicenda lametina, è anche il ruolo attribuito ai compagni che, di fronte a segnali ritenuti preoccupanti, si sarebbero rivolti agli adulti. È un elemento che richiama un principio fondamentale: educare alla cittadinanza digitale significa anche educare alla responsabilità verso gli altri, imparando a comprendere quando ciò che accade in una chat non può più essere considerato soltanto una conversazione tra ragazzi.

 

«Quando abbiamo costruito FRICINA – sottolinea Francesco Antonio Fagà, direttore tecnico-organizzativo di AL VAGLIO APS – abbiamo cercato di osservare ciò che stava già accadendo nella società e soprattutto nel mondo giovanile. L’episodio di Lamezia ci conferma, purtroppo, che non stavamo affrontando un problema astratto. Il confine tra vita digitale e vita reale è ormai sottilissimo. Per questo occorre aiutare i ragazzi non soltanto a usare gli strumenti digitali, ma a comprenderne le conseguenze, riconoscere il disagio e assumersi responsabilità anche nei confronti dei propri coetanei».

 

Il progetto prevede momenti dedicati all’educazione digitale, alla prevenzione del cyberbullismo, al linguaggio e alle relazioni, alla gestione delle emozioni, insieme ad attività nella natura, esperienze di digital detox, mindfulness e confronto diretto tra giovani ed esperti.

 

AL VAGLIO intende sviluppare questo percorso anche attraverso il dialogo con scuole, famiglie, associazioni e istituzioni del territorio, nella convinzione che episodi come quello emerso in queste ore non possano trovare risposta esclusivamente quando il disagio è già diventato emergenza.
La prevenzione comincia molto prima: dall’ascolto, dalle relazioni e dall’educazione alla responsabilità, anche quando quella responsabilità passa attraverso uno smartphone.

 

 

fonte Francesco Antonio Fagà

 

 

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