Domenica 22 marzo, dopo essere andato in scena al teatro comunale di Catanzaro, si replica al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme “I cinque elementi” di Alessandro Quarta, un’opera in cui la musica non descrive gli elementi, ma li evoca nella loro essenza più primordiale, all’interno della stagione AMA Calabria diretta da Francescantonio Pollice.
Già prima che le luci si abbassassero si percepiva una curiosità crescente: il pubblico attendeva quell’opera come un racconto sentito nominare molte volte, ma che si desidera finalmente ascoltare dalla voce del suo autore. E per tutta la durata del concerto ogni nota ha trasformato la sala in un luogo sospeso.
La disposizione scenica ha amplificato questa attesa. Quarta era al centro, circondato dall’Orchestra Filarmonica “Franco Caracciolo”, ottimamente diretta da Cristian Lombardi, disposta in semicerchio come un sistema che pulsa attorno al suo nucleo. Al suo fianco, il magnifico pianista Giuseppe Magagnino, presenza discreta e complice, sembrava condividere con lui un dialogo silenzioso.
Sin dal suo ingresso è iniziata la magia. È bastato sollevare l’archetto perché scendesse un silenzio quasi sacro. Un moderno stregone, con la sua presenza magnetica e l’aspetto da rocker, ha catturato l’attenzione del pubblico. Ogni gesto, ogni respiro diventava un dialogo con ciò che è invisibile ma percepibile.
Quando ha chiuso gli occhi, il pubblico ha capito che stava per accadere qualcosa di più di un’esecuzione: il suo corpo sembrava fondersi con il violino. Suonava a occhi chiusi non per distacco, ma per immersione totale, come se guardare il mondo potesse distrarlo da ciò che stava evocando.
Creazione non è stata un semplice inizio, ma l’origine di tutto: un suono che lasciava intuire qualcosa che stava prendendo forma. Armonie ariose e impetuose si sono susseguite come correnti che si sollevano e si ritirano, e il finale del prologo è sembrato volteggiare nella platea.
La Terra si è manifestata con l’incedere lento e inesorabile di una presenza antica. In quel brano si è respirato un senso di libertà coinvolgente. Quarta e Magagnino, sostenuti dall’orchestra, hanno intrecciato un dialogo fitto di richiami e risposte. La scrittura “cinematografica” di Quarta si è rivelata in un crescendo ricco di sfumature, come se la Terra stessa parlasse attraverso di lui.
L’Acqua è arrivata con una dolcezza mutevole. Un istante era una goccia isolata; quello dopo diventava fiume, poi mare con la sua forza prorompente. Quarta, sempre a occhi chiusi, seguiva quel movimento con il corpo, lasciandosi attraversare come da un’onda che lo travolgeva.
L’Aria ha portato un’altra trasformazione: non un soffio leggero, ma un vento imprevedibile. L’orchestra, Quarta e Magagnino si sono rincorsi come foglie agitate dal vento, in un vortice che invitava a lasciarsi andare.
Il Fuoco ha incendiato tutto. Qui il volto del violinista si è fatto severo, come se maneggiasse una forza che richiede rispetto. Il tango iniziale è diventato una danza irrefrenabile, poi una fiamma incontrollabile. Le note erano scintille che bruciavano e illuminavano allo stesso tempo. Quarta, sostenuto dall’orchestra e dal pianoforte di Magagnino, si è abbandonato a una lotta quasi rituale. Il pubblico è esploso in un’ovazione liberatoria.
Con l’Etere la sua espressione è rimasta severa, ma in modo diverso: non la severità della lotta, ma della contemplazione. Il richiamo alla Creazione ha chiuso un cerchio emotivo. L’orchestra ha dato al brano una luce nuova, e Quarta, sempre a occhi chiusi, seguiva quella leggerezza con movimenti minimi alternati a brevi slanci impetuosi. Il finale è stato accolto da una lunga standing ovation, un ringraziamento per un concerto destinato a restare nella memoria.
Il bis, Estatica bellezza dell’amore, brano di recente composizione, ha aggiunto un’ulteriore nota di intensità. Quarta lo ha dedicato alle persone amate e a quelle che avremmo voluto ringraziare: un gesto semplice e profondamente umano, perfetto per chiudere la serata.
L’evento, sostenuto dal MiC DG Spettacolo e dalle risorse PAC 2014-20 erogate ad esito dell’Avviso “Distribuzione Teatrale 2025” dalla Regione Calabria – Settore Cultura, è parte del progetto Circolazione Musicale in Italia promosso dal CIDIM Comitato Nazionale Italiano Musica.
I biglietti per assistere all’opera “I cinque elementi” potranno essere acquistati rispettivamente presso la biglietteria del Teatro Comunale di Catanzaro e presso la biglietteria del Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, oppure s’invita a consultare il sito www.amaeventi.org, per l’acquisto on line.
Ufficio Stampa AMA Calabria





