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Paradosso Calabria: dopo taglio accise i prezzi dei carburanti non scendono, anzi

carburanti

Pur accogliendo il provvedimento “temporaneo” del governo, Federconsumatori Calabria denuncia che  al momento non si registrano benefici concreti alla pompa. Il provvedimento prevede una riduzione di 25 centesimi su benzina e diesel e di 12 centesimi sul GPL per 20 giorni, con un risparmio medio stimato di circa 14,60 euro per automobilista. Tuttavia, in Calabria i prezzi non solo non sono scesi, ma in alcuni casi risultano addirittura aumentati. Per Federconsumatori Calabria, il provvedimento nazionale è una misura positiva ma ancora insufficiente, soprattutto considerando gli extra incassi dello Stato derivanti da IVA e accise. Per questo, viene chiesto un intervento più incisivo e di durata almeno doppia rispetto a quella prevista. Il sodalizio evidenzia anche criticità sul fronte dei controlli: se da un lato è positivo il rafforzamento dei poteri di vigilanza, dall’altro emergono segnalazioni di aumenti dei prezzi proprio prima del taglio delle accise, segno di possibili fenomeni speculativi.

Per l’associazione dei consumatori si richiedono interventi più coraggiosi:

  • Estensione del taglio: La durata della misura dovrebbe essere almeno raddoppiata.

  • Stop alla “tassa sulla tassa”: Federconsumatori chiede l’eliminazione dell’IVA applicata sulle accise, un meccanismo che penalizza ingiustamente i cittadini.

  • Rimodulazione IVA: Interventi mirati sui beni di largo consumo per tutelare il potere d’acquisto.

  • Emergenza Gas: Resta alta la preoccupazione per il caro gas, alimentato dalle tensioni internazionali, su cui al momento mancano interventi strutturali.

Nel dettaglio è la presidente regionale Mimma Iannello a lanciare l’allarme:  la riduzione non è ancora percepita e il prezzo medio in Calabria resta elevato”, con valori superiori rispetto ai giorni precedenti. Pesanti le ricadute, quindi, per i cittadini: tra carburanti, energia e beni di prima necessità il potere d’acquisto continua a ridursi.
Per questo l’associazione chiede misure strutturali, come la rimodulazione dell’IVA sui beni di largo consumo e lo stop al meccanismo dell’IVA applicata sulle accise, definito una “tassa sulla tassa”.

 

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