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Truffa sanità, GdiF Lamezia sequestra tre società: 10 indagati tra medici e imprenditori

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I finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme- con il coordinamento della Procura diretta dal facente funzioni Vincenzo Quaranta – hanno portato  a termine un sequestro preventivo d’urgenza del valore di 2,4 milioni di euro,  sottoponendo a vincolo le strutture aziendali e operative di tre aziende. Le società sequestrate sono: “Acustica Lamezia“, “Otoacustica Sud srl“, “Sordità di Antonio Ferragina & co“. Secondo quanto emerso dalle indagini fin qui condotte, le stesse sarebbero state strumentali a un programma delittuoso finalizzato alla realizzazione di una frode ai danni del Servizio sanitario nazionale. La Procura della Repubblica di Lamezia Terme, ritenendo sussistente il concreto e attuale pericolo che la libera disponibilità delle società potesse favorire la commissione di ulteriori reati della stessa specie, ha adottato il provvedimento con l’obiettivo di interrompere senza ritardo un sistema di “complicità”. Un meccanismo che, secondo l’ipotesi investigativa e nel pieno rispetto della presunzione di non colpevolezza, sarebbe stato messo in piedi dai gestori delle ditte coinvolte con la collaborazione di tre dirigenti medici in servizio presso la Struttura operativa complessa di Otorinolaringoiatria e Patologia cervicofacciale dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, oggi Azienda universitario-ospedaliera “Renato Dulbecco”, e, fino all’ottobre 2024, anche con un dirigente medico del Distretto sanitario di Lamezia Terme, addetto ai controlli delle pratiche e al rilascio delle autorizzazioni.

Risulterebbe inoltre falsa la documentazione relativa al collaudo delle protesi acustiche fornite dalle ditte coinvolte. Allo stato delle indagini, sono circa 2.900 le pratiche che presentano evidenti irregolarità. È emerso inoltre un caso che ha destato particolare allarme tra gli investigatori: un paziente, al quale erano stati prescritti e forniti ausili acustici facendo risultare falsamente l’intero iter diagnostico presso l’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, recatosi di recente in un’altra struttura ospedaliera del capoluogo, ha appreso di non avere alcun problema uditivo e ha ricevuto indicazione di non utilizzare le protesi, in quanto potenzialmente dannose. Diversi pazienti hanno inoltre riferito di non aver tratto alcun beneficio dall’utilizzo degli ausili o di non averli utilizzati a causa dei fastidi riscontrati.

 

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