News

AMA Calabria, “Il piacere dell’onestà” con Pippo Pattavina stasera a Lamezia Terme

Il_Piacere_dell'Onestà_3

Ieri sera al Teatro Comunale di Catanzaro e in replica stasera al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, nell’ambito della stagione di AMA Calabria diretta da Francescantonio Pollice, con Il piacere dell’onestà si è assistito a una rappresentazione caratterizzata da una straordinaria trasparenza: attori, testo e pubblico sembravano parlarsi senza filtri né sovrastrutture, senza bisogno di spiegazioni aggiuntive. Tutto era evidente davanti agli occhi attenti degli spettatori, affascinati dalla forza semplice e incisiva del testo di Luigi Pirandello.

Prima ancora che la storia cominciasse, tutti gli attori sono entrati in scena in silenzio, senza recitare, quasi a presentarsi allo sguardo del pubblico prima di diventare personaggi. Sono rimasti lì per qualche istante, fermi, presenti, senza parlare. Poi hanno lasciato il palco, e proprio quel gesto semplice ha acceso una curiosità diversa. Erano volti, corpi e presenze che di lì a poco avrebbero dato vita al dramma. Era come se la rappresentazione fosse iniziata prima ancora di cominciare.

In quello stesso ambiente essenziale, che sembrava solido solo a un primo sguardo, si sono poi mossi i personaggi convinti di avere il controllo della situazione, ma che erano destinati a esserne travolti. Tutto è accaduto lì, senza fughe né distrazioni, e proprio questa immobilità apparente è diventata lo specchio di un mondo che temeva la verità più di ogni altra cosa. Da quel primo incontro silenzioso ha preso forma la storia che ha messo a nudo un mondo che vive di apparenze e teme la sincerità più di ogni altra cosa.

Al centro della scena, Pippo Pattavina offre un’interpretazione di Angelo Baldovino che colpisce per la sua naturalezza e per la sua profondità. Non c’è nulla di compiaciuto nel suo modo di stare in scena: la maschera iniziale si evolve lentamente (o progressivamente?), lasciando emergere un uomo che non vuole più essere un fantoccio nelle mani degli altri. La sua onestà non è un valore astratto, ma un gesto di ribellione. Pattavina la restituisce con una presenza che riempie ogni pausa, ogni silenzio, ogni sguardo. È un Baldovino che non parla inutilmente: agisce. E nel farlo costringe tutti, personaggi e spettatori, a misurarsi con la propria idea di verità.

Accanto a un Baldovino così vivo nella lettura di Pippo Pattavina, si è mosso un gruppo di interpreti che ha costruito un microcosmo credibile, fatto di fragilità, compromessi e improvvisi slanci di sincerità. Francesca Ferro, nei panni di Agata, ha attraversato con misura e intensità il passaggio dal disprezzo alla sorpresa, fino a un sentimento nuovo che affiora come una possibilità di vita diversa. Giampaolo Romania ha dato voce all’eleganza ipocrita di Maurizio Setti, mentre Riccardo Maria Tarci ha interpretato con maestria un marchese Fabio Colli nervoso, scattante, incapace di reggere il peso delle proprie menzogne. Debora Bernardi, Aldo Toscano, Giuseppe Parisi e Anastasia Caputo completano un coro di figure che incarnano la mediocrità borghese, la paura del giudizio, la tentazione del compromesso. Ognuno porta in scena un frammento di quella società che Pirandello osserva con ironia e pietà, e che la regia di Guglielmo Ferro rende sorprendentemente contemporanea.

Dopo aver guidato il cast con mano sicura nella costruzione di un microcosmo umano così credibile, Guglielmo Ferro ha firmato una regia che non ha cercato effetti particolari, ma chiarezza. Non ha aggiornato Pirandello e non ha tradito la sua scrittura. Più semplicemente lo ha “ascoltato”. E proprio in questo ascolto restituisce il testo nella sua modernità più bruciante. La tensione tra apparenza e verità, tra forma e sostanza, tra convenzione e desiderio di autenticità emerge con limpidezza. Le luci, i costumi, la disposizione degli attori nello spazio: tutto ha concorso a far risaltare il conflitto morale, la fragilità dei personaggi, la forza di un uomo che ha deciso di essere onesto non per dovere, ma per piacere. Un piacere che lo ha pervaso senza mai diventare ossessione.

Ed è per questa chiarezza registica, per questa capacità di leggere Pirandello senza forzature, che quando il sipario si è chiuso il pubblico non ha avuto esitazioni a tributare applausi lunghi, caldi, convinti. Non erano un semplice saluto, ma un ringraziamento. Una standing ovation dovuta a Pippo Pattavina, un attore che ha dato tutto, a un cast che ha lavorato con dedizione, a una regia che ha saputo restituire Pirandello nella sua verità più scomoda e più necessaria. Negli sguardi e nei commenti all’uscita si percepiva che lo spettacolo aveva toccato l’anima. Perché Il piacere dell’onestà non è stato solo un dramma, ma uno specchio. E ieri sera, a Catanzaro, in quello specchio si è riflesso ognuno dei presenti.

Il piacere dell’onestà stasera sarà replicato, alle ore 21, al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme.

L’evento è realizzato con risorse PAC 2014-20 erogate ad esito dell’Avviso “Distribuzione Teatrale 2025” dalla Regione Calabria – Settore Cultura
La stagione di AMA Calabria proseguirà venerdì 20 marzo al Teatro Comunale di Catanzaro e domenica 22 marzo al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme con l’opera I Cinque Elementi con il violinista Alessandro Quarta, Giuseppe Magagnino, al pianoforte, e l’Orchestra Filarmonica “Franco Caracciolo” diretta da Cristian Lombardi. Composto dallo stesso Quarta, il lavoro, che esplora Terra, Acqua, Aria, Fuoco ed Etere, è concepito come una colonna sonora delle emozioni umane (gioia/dolore). L’opera, strumentale e di forte impronta narrativa, descrive l’amore, la sensualità (Fuoco) e il divino (Etere) attraverso il violino, ponendosi come un viaggio nella memoria e nella natura
I biglietti per I Cinque Elementi potranno essere acquistati rispettivamente presso le biglietterie del Teatro Comunale di Catanzaro e del Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, oppure on line sul sito www.amaeventi.org.

 

 

 

Correlati

Condividi su:

Facebook
WhatsApp
Email
Threads