Aumenta sempre di più la distanza tra Massimo Cristiano capogruppo della Lega in consiglio comunale e l’assessore all’ambiente dell’amministrazione comunale (di nomina Lega) Antonietta D’Amico.
Andiamo ai fatti. Già agli inizi di gennaio si era capito che qualcosa non andava all’interno del partito nel legame con il suo assessore di riferimento. In occasione del finanziamento del Comune di Lamezia Terme nell’ambito dell’Avviso pubblico della Regione Calabria per interventi di ripristino e riqualificazione ambientale, per un importo complessivo di 200.000 euro, il Gruppo consiliare della Lega Lamezia Terme aveva accolto con favore l’ammissione ad una risorsa pubblica ma aveva sottolineato “una profonda distanza rispetto alla scelta delle aree di intervento, criticando la concentrazione prevalente delle risorse sull’area di Scordovillo” vedi nostro articolo
Non solo ma evidenziavano «prendiamo atto che l’indirizzo seguito dall’Assessorato comunale all’Ambiente non coincide con quello espresso dal nostro Gruppo. Continueremo a vigilare affinché le risorse pubbliche vengano utilizzate in modo equo, strategico e realmente utile per l’intera città».
Adesso la questione diventa ancora più evidente.
La Multiservizi Lamezia esce con un comunicato in cui specifica che “a partire da lunedì 9 marzo, verranno progressivamente rimossi dal territorio comunale i cassonetti stradali destinati alla raccolta degli abiti usati e degli oli esausti” vedi nostro articolo
Le motivazioni sono chiare “ abbandono indiscriminato di rifiuti, generando situazioni di degrado e criticità igienico-ambientali”.
Il tutto chiaramente concordato con l’amministrazione comunale di Lamezia, quindi con il sindaco e l’assessore all’ambiente D’Amico che, anzi, aveva perorato ed incentivato l’operazione che poi porterà “a modalità di raccolta di prossimità, sia per oli esausti che per abiti. Tipo nei supermercati, con enti del terzo settore e modalità sbaracco e porta a porta”.
Il gruppo consiliare della Lega capeggiato da Cristiano non si lascia scappare l’occasione per smentire il suo assessore.
Invia comunicato in cui si dichiara “come gruppo consiliare e come sezione della Lega di Lamezia Terme prendiamo atto della scelta politica/amministrativa di procedere a misure che non condividiamo, quali la rimozione dei contenitori per la raccolta degli abiti usati e degli oli esausti dal territorio comunale. Una decisione che rischia di trasmettere alla città un messaggio profondamente sbagliato.”
Visto l’impegno dell’assessore all’ambiente, sempre presente e partecipativo con la comunità lametina sulle questioni che riguardano le sue deleghe pensiamo abbia poca voglia, eventualmente, di dimettersi e rimuovere l’assessore è competenza solo del sindaco .
Questo atto, basato sul rapporto fiduciario, richiede una motivazione politica o amministrativa e deve essere comunicato al Consiglio comunale, ma non necessita di approvazione da parte di quest’ultimo.
E’ chiaro che qualcosa non funzioni.
L’ago della bilancia potrebbe essere l’onorevole Domenico Furgiuele (tra l’altro molto vicino alla D’Amico) che nel frattempo, crediamo, stia pensando come disbrigare la matassa.




