“Apprendo dalla stampa della decisione della Commissione di garanzia del Partito Democratico di sospendere per un mese l’avvocato Gennarino Masi, consigliere comunale ed ex segretario cittadino del PD di Lamezia Terme. Una scelta che mi lascia profondamente stupito e che riapre inevitabilmente il tema della democrazia interna nel partito”. E’ quanto dichiara Francesco Grandinetti, già presidente PD Lamezia Terme.
“Purtroppo non è la prima volta che a Lamezia assistiamo a dinamiche di questo tipo- aggiunge. Prima il commissariamento di una dirigenza democraticamente eletta, poi tensioni interne durante la stagione elettorale e oggi perfino provvedimenti disciplinari nei confronti di chi esprime posizioni critiche. È un metodo che non rafforza il partito, ma lo indebolisce e lo allontana dai militanti e dagli elettori del centrosinistra. Personalmente ritengo che, a questo punto, la soluzione più seria sia commissariare il PD di Lamezia Terme e ripartire con regole chiare, ristabilendo un clima di rispetto e di confronto politico. Colpisce anche il clima nel quale si è svolta la riunione della Commissione di garanzia, documentato da un video molto diffuso sui social, nel quale uno dei componenti si è rivolto ai militanti che protestavano con una battuta ironica: ‘Permettete che vado a fare una pisciatina?'”.
“Un episodio che ha lasciato molti iscritti ‘enonsolo’ con un forte senso di amarezza- stigmatizza Grandinetti. A questo punto la domanda è inevitabile: il livello regionale del Partito Democratico ritiene davvero normale tutto questo? Ritiene davvero giusto che, invece di occuparsi del futuro di Lamezia Terme e proporre soluzioni concrete per risollevarla , si continui a consumare energie in vicende come queste? La politica di nutre di confronto e pluralismo. Un partito che sospende il dissenso rischia di perdere se stesso”- conclude il già presidente PD Lamezia Terme.




