Nel rione San Teodoro, cuore antico di Lamezia Terme, la Quaresima non è soltanto un tempo liturgico, ma un racconto popolare che prende forma in un’immagine simbolica: la Corajìsima.
Tra i vicoli del quartiere, questa tradizione si rinnova ogni anno, segnando in modo visibile il passaggio dall’allegria rumorosa del Carnevale al clima più raccolto e meditativo dei quaranta giorni che precedono la Pasqua.
La Corajìsima è una bambola femminile vestita a lutto, con abiti scuri. Se il Carnevale è sinonimo di festa e spensieratezza, la Corajìsima ne incarna l’esatto contrario: la fine dei divertimenti e l’inizio di un periodo di penitenza, sobrietà e riflessione.
Appesa ai balconi o sospesa lungo le strade del rione, la sua presenza diventa un segno tangibile per tutta la comunità.
Accanto alla bambola compare uno degli elementi più caratteristici della tradizione: un’arancia, una patata o talvolta un limone, in cui vengono infilate sette penne di gallina. Questo oggetto semplice assume un significato preciso: le sette penne rappresentano le sette settimane della Quaresima. Ogni domenica ne viene tolta una, scandendo simbolicamente il cammino verso la Pasqua.
Talvolta la bambola è affiancata da un pesce – generalmente un’aringa o una sarda salata – chiaro richiamo all’inizio del digiuno quaresimale e all’astinenza dalle carni e dai cibi grassi. Il pesce, alimento “povero” e tradizionalmente consentito nei giorni di magro, diventa così un ulteriore segno visivo del cambiamento di abitudini alimentari e spirituali che accompagna l’ingresso nella Quaresima.
Completano la figura il fuso, la rocca e la conocchia, strumenti legati alla filatura e al lavoro domestico di un tempo. Richiamano la pazienza, la laboriosità e la dimensione operosa che caratterizzava la vita quotidiana. In chiave simbolica, evocano il “lavoro interiore” della Quaresima: un tempo di disciplina, raccoglimento e crescita spirituale.
L’esposizione della Corajìsima nel rione San Teodoro è un momento identitario importante che mantiene viva una tradizione che racconta l’anima più autentica della comunità.




