Continuano le indagini da parte della Procura della Repubblica di Lamezia Terme sul suicidio del Carabiniere 38enne G.M, avvenuto, nella notte fra il 30 e 31 gennaio, in via delle Terme. Secondo quanto si apprende il fascicolo di indagine aperto, al momento contro ignoti, presenta come ipotesi quella di “istigazione al suicidio“.
Come facilmente intuibile è una fattispecie di reato molto specifica, segno che già potrebbero essere emersi dettagli e particolari sula drammatica vicenda non ancora resi noti all’opinione pubblica. I magistrati, inoltre, hanno disposto accertamenti tecnici urgenti sui telefoni in uso al militare, ritenuti decisivi per ricostruire contatti, messaggi e movimenti nelle ore e nei giorni precedenti alla morte. Le attività sono state affidate ai Carabinieri. Intanto, nelle scorse ore, è stata effettuata l’autopsia ad opera del medico Saverio Gualtieri, alla presenza dei medici legali Federica Ferzini e Carmen Scalise incaricati dagli avvocati della famiglia Ilario Circosta e Giuseppe Calderazzo. Secondo le informazioni trapelate l’autopsia avrebbe confermato la presenza di unico colpo che ha messo fine alla vita di G.M. Alle 15 di questo pomeriggio si svolgeranno i funerali del militare nella chiesa della Madonna del Miracolo nella frazione di “Acquafredda“.
Come si ricorderà il militare 38enne venne fermato, come riscostruito dal Gruppo Carabinieri di Lamezia Terme, “da una pattuglia della Compagnia di Lamezia Terme ha controllato un soggetto in abiti civili, qualificatosi come militare in servizio nell’Arma dei Carabinieri, nei pressi della propria autovettura in un’area periferica del centro cittadino. A seguito del controllo, lo stesso veniva invitato dai militari a seguirli in caserma col proprio mezzo privato, al fine di meglio chiarire i motivi della sua presenza in quel determinato luogo. Durante il tragitto, all’altezza di via delle Terme, il predetto si accostava a lato della strada e compiva l’insano gesto utilizzando la propria pistola d’ordinanza”.




