”Non è mia abitudine rispondere alle affermazioni che, seppure discutibili o a volte addirittura censurabili, nascono pur sempre dal pubblico dibattito, tra cittadini o tra le forze politiche. Comprendo molto bene, da operatore del Diritto, quanto sia importante il confronto anche acceso quando è frutto di libertà di espressione e libera manifestazione del pensiero, e del diritto di critica. E, d’altra parte, non mi sarei aspettato nulla di diverso da parte dei miei oppositori politici. Tuttavia, ciò che lascia un po’ meravigliati, attesa anche la caratura, personale, professionale e politica dei miei avversari, è l’avere con immediatezza ‘cavalcato l’onda’ (e d’altra parte l’occasione era ghiotta, mi rendo conto) e cogliere la scusa per formulare affermazioni davvero al di fuori di ogni logica.
E’ di facile comprensione il fatto che, come già anticipatamente ed autonomamente chiarito con repentinità, l’espressione da me adoperata si inseriva in un contesto di commento bonario, anche ironico se vogliamo, tra colleghi di lavoro, ma non certo di derisione o disprezzo, a proposito della vicenda degli addobbi natalizi che stava creando polemiche del tutto pretestuose ed assolutamente inutili; un’espressione non intesa nel suo significato prettamente ‘economico’ ma, come già detto, di pochezza morale di coloro che, senza neppure avere la compiacenza di attendere qualche giorno pur a fronte delle difficoltà economiche (queste sì) del Comune, hanno immediatamente gettato l’amo della polemica sterile a cui far abboccare i cittadini, nell’ottica di strumentalizzarne l’opinione in modo fuorviante per far passare l’idea, davvero greve, che il primo cittadino si disinteressasse platealmente di un intero quartiere della Città (cosa, peraltro, ribadita ancora in alcuni comunicati stampa di ieri). La cosa mi aveva certo indignato perché è troppo facile, non all’altezza diparti politiche che si rispettano, formulare affermazioni gratuitamente denigratorie al fine di far apparire ciò che non è, e cioè, far perdere di vista l’impegno, la serietà e l’apporto personale di chi ha messo tutto sè stesso per restituire alla Città la decorosità di un Natale degno di questo nome anche sotto il profilo della predisposizione degli addobbi e della programmazione degli eventi cui tutti i cittadini avrebbero avuto diritto.
L’affermazione in una chat privata, da me rivolta genericamente alla bassezza della propaganda politica di quei giorni, pertanto, non può uscire fuori da quel contesto ed essere asservita alle interpretazioni faziose di controparti politiche che, certamente degne di rispetto ogni qualvolta esprimono le proprie idee, non possono però farne bandiera per divulgare dichiarazioni fuori contesto che si prestano ad interpretazioni erronee e del tutto strumentali: e ciò non soltanto quando continuano a sottolineare la portata di un aggettivo in un significato differente da quello reale nonostante quest’ultimo sia stato oggetto di immediato chiarimento, ma anche quando tentano di far ravvisare nella vicenda il sintomo di una presunta crisi dell’amministrazione comunale e dell’organo esecutivo in particolare che, per contro, è fortemente compatto nel sostegno al primo cittadino a fronte di- questa sì- caduta di stile, per non dire altro, da parte dell’autore dell’unico comportamento censurabile, consistito nella arbitraria divulgazione di un commento formulato in una chat privata che, pertanto, non può prestarsi a strumentalizzazioni fuorvianti come se fosse stata un’offesa rivolta pubblicamente ai cittadini o alle forze politiche di opposizione, perché così non è stato.




