L’ultima seduta dell’anno del Consiglio comunale per gran parte dedicata a variazioni di bilancio e riconoscimento di numerosi debiti fuori bilancio derivanti da sentenze emesse dal Giudice di Pace, dal Tribunale di Lamezia, dal TAR Calabria e dalla Commissione di Giustizia tributaria di Catanzaro.
Sull’andamento della seduta il PD di Lamezia congiuntamente al Gruppo consiliare del partito ha diffuso una nota in cui si legge: “La maggioranza dell’ex Sindaco Mascaro si era dissolta dopo qualche anno, la coalizione a sostegno del Sindaco Murone si è sbriciolata in pochi mesi. E’ veramente preoccupante il dato degli 11 voti favorevoli alle pratiche proposte dalla Giunta nell’odierno Consiglio Comunale, nell’ambito del quale più esponenti di diversi gruppi consiliari di maggioranza hanno abbandonato Murone al proprio destino. Del resto anche alla luce delle dichiarazioni di alcuni consiglieri vicini all’amministrazione che si sono differenziati, resta un cono d’ombra, a volere essere benevoli, nella presa in carico e nella gestione di alcuni inveterati debiti fuori bilancio, che, d’un tratto, si sono dati magicamente convegno in un Consiglio Comunale di fine 2025- stigmatizzano i dem-. Sembra che nessuno sappia il perché e sul punto, attesa la mancata relazione dell’assessore al ramo, non si è dimostrato chiaro nemmeno il Sindaco, apparso intimorito sia dalle succitate defezioni, sia da possibili reprimende del suo ex collega Mascaro, more solito caustico e particolarmente severo col suo successore”.
“Oggi i cittadini di Lamezia hanno il diritto di sapere, al netto di insopportabili camarille politiche o indigeribili rimpalli di responsabilità, come sono nati questi debiti e perché sono venuti alla luce e vengono gestiti a distanza di anni dalle pronunce giurisdizionali che ne hanno legittimato l’esistenza. Ciò evidenzia sciatteria amministrativa, sempre a volere essere indulgenti, che risulta inaccettabile anche a parti significative della maggioranza comunale, le quali, come si è visto, rispondono con il più fragoroso dissenso. Nell’anno in cui si è votato la maggioranza/minoranza è già scesa ad 11 voti”- conclude il PD.




