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La forza di restare: i Giovani di FRONTIera APS incontrano l’Ardito–Don Bosco

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Sabato 22 novembre, l’aula magna dell’Istituto Ardito – Don Bosco ha accolto una delle voci più vive del territorio: quella dei Giovani di FRONTIera APS, l’associazione nata nel quartiere collinare di Fronti, oggi esempio concreto di cittadinanza attiva, impegno sociale e radicamento consapevole. Dopo l’emozionante incontro con il Dott. Venturi, il progetto ORIENTA…MENTI, promosso dalla Dirigente Scolastica Teresa Goffredo e coordinato dal prof. Tommaso Cozzitorto, ha compiuto un passo ulteriore: non verso il mito del successo perfetto, ma verso la bellezza della ricerca autentica, con tutte le sue incertezze, i suoi passi falsi, le sue ripartenze.

A guidare l’incontro è stato il Dott. Antonio Grandinetti, medico anestesista e presidente dell’associazione, figura già nota per il suo impegno a favore della comunità, dalle giornate ecologiche agli screening gratuiti e al progetto Farmacia a Domicilio. Con chiarezza e sobrietà, ha raccontato il proprio percorso: il liceo scientifico, la laurea in Medicina, la specializzazione in Anestesia e, parallelamente, la crescente consapevolezza che il proprio ruolo non si esaurisse in sala operatoria, ma si estendesse alla cura del territorio, delle relazioni, del bene comune. Accanto a lui, i giovani in Servizio Civile dell’associazione (Viviana Mendicino, Miriam Mercuri, Federica Popello, Giada Pagnotta, Eleonora Gigliotti, Alessandro Raschella, Enrico Guzzo, Giacomo Grandinetti, Serena De Moro) hanno condiviso con gli studenti delle classi terze testimonianze sincere e disarmanti. Alcuni hanno studiato fuori sede, a Milano o Roma, sperimentando la solitudine del distacco e la forza della lontananza per apprezzare ciò che si ha. Tutti hanno scelto di tornare e di restare in Calabria, scoprendo che radicarsi non è rinunciare, ma investire. Molti hanno attraversato fasi di incertezza, scelte fatte per assecondare il gruppo o le aspettative altrui, percorsi intrapresi senza passione, momenti in cui hanno dubitato di sé. Qualcuno ha parlato di difficoltà non riconosciute in tempo, disturbi dell’apprendimento, ansia da prestazione, solitudine accademica e di come la consapevolezza, arrivata magari in ritardo, abbia aperto nuove strade.

In questo clima di autenticità, alcune parole hanno risuonato con particolare forza.

“Non studiate per il voto perché il voto è solo un istante, una fotografia. Il valore di una persona non si misura in decimi, ma in coraggio, in empatia, in capacità di rialzarsi.”

E ancora:

“Non abbiate paura di cambiare idea. Non abbiate paura di non sapere. Quello che conta è continuare a cercare e a farlo con onestà verso voi stessi.”

L’incontro si è trasformato ben presto in un dialogo vivo e partecipato. Gli interventi non sono state lezioni, né consigli calati dall’alto, ma conferme empatiche: “Anch’io”, “Anche a me è successo”, “Il tuo valore non è il tuo voto”. In quei brevi scambi si è toccato con mano ciò che rende ORIENTA…MENTI un progetto speciale: non offre certezze, ma accompagna nella ricerca. Non promette successi garantiti, ma restituisce fiducia, nella possibilità di sbagliare, di riprovare, di tornare, di restare, di partire, purché lo si faccia con consapevolezza e cuore.

Il referente, insieme al Dirigente e ai docenti presenti, ha concluso con parole di profonda gratitudine:

“In un tempo in cui i giovani sono spesso giudicati per i risultati, oggi hanno ascoltato che possono essere amati per ciò che sono. Questo incontro ha normalizzato il dubbio, ha nobilitato l’errore, ha restituito dignità al desiderio di felicità. E ha ricordato, con forza, che la Calabria non è un luogo da cui andare via, ma una terra da cui partire e a cui tornare, portando con sé il meglio del mondo per farne dono a casa.”

Al termine degli interventi, un lungo, caloroso applauso ha riempito l’aula: non formale, non di circostanza, ma profondo, commosso, partecipe. Un applauso che ha unito generazioni, esperienze e speranze perché, in fondo, orientarsi non è solo scegliere una scuola. È imparare a camminare con i propri passi, anche quando la strada non è ancora tracciata.

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