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Lamezia, omaggio alla figura di San Francesco con il “Canto delle Creature”

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Nuovo evento in esclusiva per la Calabria L’atteso evento “Canto delle Creature. Suoni, parole e canti a custodia del Creato” che si presenta come un appuntamento di altissimo spessore spirituale e culturale. L’emozione prende forma domenica 23 novembre, alle ore 19, nella sacralità raccolta della Chiesa di San Giuseppe Artigiano a Lamezia Terme, nell’ambito della 48^ edizione di MusicAMA Calabria, la rassegna diretta da Francescantonio Pollice.

Questa importante proposta, plasmata dalla sensibilità di Ambrogio Sparagna, figura fondamentale dell’etnomusicologia, si avvale della potenza evocativa dei solisti dell’Orchestra Popolare Italiana e della profondità del poeta Davide Rondoni.

«Questo concerto – ha commentato Francescantonio Pollice – è la sintesi perfetta tra l’alto valore artistico e il profondo richiamo spirituale. Portare in Calabria il ‘Canto delle Creature’ di Sparagna e Rondoni, in occasione dell’Ottavo Centenario di San Francesco, significa offrire al nostro pubblico un’esperienza che va oltre la musica: è un momento di riflessione sulla custodia del Creato e sull’identità più autentica della nostra cultura popolare».

Il “Canto delle Creature” si colloca in un contesto storico-simbolico cruciale: gli eventi per l’Ottavo Centenario dalla morte di San Francesco d’Assisi. Anticipando le grandi celebrazioni nazionali del francescanesimo, il progetto non si limita a un omaggio, ma offre una rilettura vitale del “Cantico delle Creature”, la preghiera laica che, con la sua inestimabile bellezza, ha dato il via alla grande tradizione popolare in lingua italiana.

La voce della storia, la cura di Sparagna

L’anima del progetto risiede nella cura appassionata con cui Ambrogio Sparagna – compositore, polistrumentista e custode delle nostre tradizioni – ha saputo disegnare una trama sonora antica e al contempo pulsante. È un viaggio che parte dal fulcro luminoso del Cantico e si espande fino a riscoprire le radici più viscerali della fede e della spiritualità popolare.

A rappresentare questa spiritualità terrena è l’esecuzione affidata al Quartetto di Solisti dell’Orchestra Popolare Italiana, che opera sotto l’egida dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. La loro performance è un vero e proprio atto d’amore verso la memoria: gli strumenti non sono semplici supporti, ma narratori. In scena risuonano la conchiglia, il flauto corteccia e la ghironda, voci dimenticate della nostra storia musicale. Questa alchimia sonora restituisce all’ascoltatore il suono autentico, quasi primordiale, della Creazione stessa.

A dare respiro e compiutezza all’intera esperienza è l’intervento del poeta Davide Rondoni, intellettuale di statura internazionale. La sua voce si fa guida per il pubblico, non per spiegare, ma per interrogare. Rondoni propone una meditazione profonda sul Cantico, sfidando l’uomo del nostro tempo a riscoprire il proprio posto in un mondo lacerato, tra l’irresistibile richiamo della bellezza e la fragilità del paradosso.

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