Dovrà comparire davanti al Tribunale, nel processo fissato per il 26 maggio 2026, l’avvocato lametino N.S. per rispondere di appropriazione indebita aggravata dall’aver commesso il fatto abusando della relazione di prestazione d’opera. Con questa accusa è stato, infatti, emesso dal pm Emanuela Costa un decreto di citazione diretta a giudizio del legale.
Secondo l’ipotesi accusatoria e all’esito dell’indagine condotta dalla Guardia di finanza di Lamezia, guidata dal comandante ten. col. Giuseppe Maviglio, il professionista si sarebbe appropriato della somma complessiva di 70mila euro, in quanto, nella sua qualità di avvocato e procuratore generale di una donna, madre di due figlie minori, patrocinava la transazione stragiudiziale tra la madre e le due figlie e una compagnia di assicurazioni, in relazione ad un sinistro nel quale decedeva il 10 maggio del 2016 un familiare stretto delle tre persone.
Come legale di una famiglia l’avvocato ha incassato dalla compagnia assicurativa Reale Mutua (con bonifico sul conto intestato a lui con delega a operare alla moglie) la somma di 240mila euro come risarcimento. La somma era destinata alla moglie della vittima dell’incidente e ai figli minori (all’epoca dei fatti). Alla fine, dopo aver incassato la somma in un’unica soluzione, ha inviato somme tramite vari bonifici ai reali destinatari, trattenendo per sè complessivamente 57mila e 500 euro.




