E’ stato uno dei passaggi piu’ importanti del discorso di Giorgia Meloni sul corso Numistrano di Lamezia.
“Siamo orgogliosi di continuare a lavorare con lui (ndr Roberto Occhiuto) nel solco del lavoro fatto da un’altra grande persona che manca a tutti noi cioè Jole Santelli e io sono orgogliosa della squadra con la quale governiamo questa regione e della squadra con la quale governiamo la nazione”
E’ stato uno dei tanti passaggi durante il discorso tenuto nella città della piana a supporto di Occhiuto, dopo gli interventi tra gli altri del sindaco Mario Murone, forse un po’ emozionato, Maurizio Lupi, Matteo Salvini e Antonio Tajani.
“Grazie a Roberto, per averci voluto qui oggi – ha proseguito – per la verità ci ha chiamato un po’ in anticipo, una scelta che io comprendo che condivido e che racconta qualcosa di come siamo fatti.
Racconta qualcosa del nostro DNA, il fatto che sono i cittadini a dover dire se si fidano di noi oppure no, sono i cittadini gli unici che ci possono mandare a casa, perchè questa è la nostra idea di democrazia.
Qui abbiamo il consenso dei cittadini tutto il resto si affronta. E si affronta a testa alta e allora siamo orgogliosi di essere ancora qui di essere ancora al fianco di Roberto Occhiuto.”
Il discorso è proseguito interrotto più volte da applausi e slogan.
“Siamo insieme per combattere una battaglia comune ma ancora una volta qui noi lavoriamo per vincere insieme come abbiamo vinto ieri nelle Marche.
Dove i cittadini hanno confermato con una straordinario risultato il governatore uscente Francesco Acquaroli al quale mandiamo le nostre congratulazioni, il nostro abbraccio anche da questa piazza.
Guardate lo ricordo anche per dire che la sua esperienza dimostra ancora una volta che i cittadini sono comunque intelligenti.
Guardano ai risultati, guardano alla concretezza di chi governa e non si fanno ammaliare dagli slogan facili e dal fumo c’è stato negli occhi non si fanno trattare da stupidi come evidentemente li tratta chi dice che se vota per il PD farà nascere lo stato in Palestina.
Siamo convinti che tra qualche giorno anche gli elettori della Calabria faranno la stessa scelta, direi che questa piazza lascia ben sperare, guardando ai risultati ma anche la serietà l’applicazione sulla quale ha lavorato Occhiuto.”
Poi la Meloni ha fatto riferimenti anche internazionali: il mondo non trova pace la guerra continua a soffiare la sua paura l’odio e la violenza, sembrano troppo spesso avere il sopravvento.
Si moltiplica la schiera di coloro che cercano di avvelenare il dibattito pubblico ed invece è proprio in un tempo come questo che bisogna avere bisogno di responsabilità perché con le parole non si scherza, le parole pesano, possono diventare brodo di coltura per le tracce più violente ed è una storia che l’Italia ha già attraversato e che non ha dimenticato.
Un discorso appassionato e che ha fatto intuire quanto la capacità di parlare in pubblico rispetto ai discorsi di Occhiuto, Tajani e Salvini o Lupi che avevano parlato prima gli possa dare quello slancio in piu’ nella comunicazione.
Un disorso terminato dopo circa 40 minuti e che ha visto alla fine il ritorno sul palco di tutti i leader assieme a Roberto Occhiuto tutti abbracciati a cantare l’innno di Mameli.

