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Cimiteri, La Voce del Quartiere Sant’Eufemia: “Non si può parlare di programmazione dimenticando il nostro territorio”

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“La riunione operativa sui servizi cimiteriali di Lamezia Terme e gli interventi annunciati dall’Amministrazione comunale rappresentano certamente un tema importante per la città e per le tante famiglie che da tempo attendono risposte. Proprio per questo, però, La Voce del Quartiere Sant’Eufemia ritiene necessario porre una domanda: dov’è Sant’Eufemia nella programmazione dei servizi cimiteriali della città?

All’epoca, l’Assessore Gabriella De Sensi e il Presidente della V Commissione Mimmo Gianturco avevano garantito che sarebbero state affrontate le esigenze relative alla disponibilità dei loculi nei cimiteri cittadini. Oggi, invece, ci troviamo a constatare che Sant’Eufemia continua a essere penalizzata dalla mancanza di una disponibilità adeguata di loculi. Le famiglie del quartiere sono costrette, quando necessario, a rivolgersi ai cimiteri di Sambiase e Nicastro, caricando ulteriormente strutture che, prima o poi, rischiano anch’esse di arrivare alla saturazione. Non è una questione di campanilismo. È una questione di equità territoriale e di programmazione.

Se l’Amministrazione parla oggi della necessità di “costruire un cimitero più grande e moderno”, chiediamo che questa visione tenga conto anche delle esigenze delle periferie e dei quartieri, compresa Sant’Eufemia, evitando che il problema venga semplicemente spostato da un cimitero all’altro. Ma i problemi del cimitero di Sant’Eufemia non riguardano soltanto i loculi.

Come già evidenziato nei giorni scorsi dalla consigliera Vitale, persistono anche criticità relative alla sicurezza e al decoro dell’area. I marciapiedi che conducono al cimitero presentano condizioni precarie, mentre lo stesso cimitero risulta privo di un presidio di custodia durante le ore diurne. Una situazione che, a quanto ci risulta, è stata segnalata da diversi mesi, senza che siano arrivate risposte concrete. E c’è un particolare che riteniamo emblematico: invece di affrontare il problema della mancanza del custode, sarebbe stata semplicemente rimossa dalla porta la scritta “Ufficio”. Se fosse confermato, ci troveremmo davanti a una soluzione soltanto formale: se si elimina la scritta sulla porta, non si elimina certamente il problema della custodia del cimitero”.

 

Fonte La Voce del Quartiere

 

 

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