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Che cosa c’entra Lamezia Terme con le elezioni in Germania? Grandinetti: la vittoria di AFD riguarda anche noi

Grandinetti pp

La vittoria dell’estrema destra in Sassonia-Anhalt riguarda anche noi.  Che cosa c’entra Lamezia Terme con le elezioni in Germania? Qualcuno potrebbe rispondere che non c’entra nulla, perché abbiamo già abbastanza problemi dei quali occuparci, come le strade dissestate, le buche, i cinghiali, la sanità che non funziona, il lavoro che manca e i servizi insufficienti. È tutto vero, ma è proprio questa risposta, apparentemente ragionevole, a rappresentare uno dei rischi più grandi del nostro tempo.

Le elezioni regionali del 6 settembre in Sassonia-Anhalt hanno consegnato all’Alternative für Deutschland il 43,8 per cento dei voti. Si tratta di un risultato senza precedenti per l’estrema destra tedesca. È un segnale che riguarda l’intera Europa e, quindi, riguarda anche noi. La democrazia non si indebolisce improvvisamente, ma si consuma lentamente, quasi senza farsi notare. Comincia quando ci abituiamo a considerare normale un linguaggio fondato sull’odio, sulla discriminazione e sulla ricerca continua di un nemico.  All’inizio pensiamo di essere al sicuro, perché i diritti messi in discussione sono quelli degli altri, magari dei migranti, delle minoranze, delle persone più fragili, di chi professa una religione diversa, ama in modo diverso o esprime un pensiero scomodo. La storia, però, ci insegna che la riduzione delle libertà non si ferma mai alla prima categoria colpita e, prima o poi, raggiunge tutti. Ecco che cosa c’entra Lamezia Terme con le elezioni in Germania.

Nessuna comunità europea può considerarsi una periferia estranea a ciò che accade altrove. Le idee, le paure e la propaganda non conoscono confini geografici. Viaggiano attraverso i social, entrano nelle nostre case, modificando le nostre percezioni. Naturalmente non si combatte l’estrema destra ignorando le ragioni del malessere sociale come spesso appare per nostre  mancanze comunicative e mi riferisco in primis  al mio centrosinistra. L’aumento del costo della vita, la precarietà, le disuguaglianze, l’insicurezza economica e la distanza tra cittadini e istituzioni sono problemi reali. Fingere che non esistano significa lasciare campo libero a chi li utilizza per alimentare la rabbia e indicare facili capri espiatori. La risposta, però, non può essere la rinuncia alla democrazia, alla solidarietà e ai diritti conquistati in decenni di lotte. Una città non vive soltanto di manutenzione, per quanto indispensabile. Una comunità, però, è anche educazione civile, memoria, cultura, confronto e capacità di riconoscere i pericoli prima che diventino irreversibili.

Lamezia non può pensare soltanto alle buche e ai cinghiali. Deve occuparsene, ma non può esaurire in questo il proprio orizzonte. Deve interrogarsi anche sulla qualità della sua democrazia, sulla difesa delle persone più deboli, sulla libertà d’informazione, sul rispetto delle differenze e sul linguaggio utilizzato nella politica e nella vita quotidiana. Non dobbiamo pensare che, vivendo in una realtà relativamente piccola, la nostra responsabilità sia marginale. È vero il contrario, perché la democrazia si difende soprattutto nei luoghi in cui viviamo, nelle scuole, nelle associazioni, nei consigli comunali, nei partiti, nei luoghi di lavoro, nelle famiglie e persino nelle discussioni sui social.

Ogni volta che rifiutiamo una parola razzista, difendiamo una persona discriminata o ci opponiamo alla cancellazione di un diritto, costruiamo un pezzo di quella barriera democratica di cui oggi l’Europa ha bisogno. Anche Lamezia, nel suo piccolo, può diventare una barriera di resistenza civile e democratica. Per esserlo, però, deve prendere coscienza che i diritti non sono conquistati per sempre e che la democrazia deve essere custodita e difesa ogni giorno. Altrimenti, mentre saremo concentrati soltanto a riempire le buche delle nostre strade, rischieremo di non accorgerci delle voragini ben più profonde che si stanno aprendo sotto i piedi dell’Europa consegnando ai nostri figli un mondo diverso da quello che i nostri padri e madri della nostra costituzione ci hanno lasciato. 

 

Fonte Francesco Grandinetti, già presidente PD Lamezia area LAMETIA enonsolo  

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