Prestandosi alla vendetta del sindaco di Reggio Calabria, anche a costo di ripudiare una componente che è stata decisiva per la sua elezione, il sindaco Murone ha dimostrato di essere telecomandato e privo di quell’autorevolezza che richiederebbe, invece, la sua carica. Lamezia Terme, se vuole affermare il suo ruolo di città-guida dell’area centrale della Calabria, avrebbe bisogno di un sindaco forte, dotato di autonomia decisionale e soprattutto affidabile.
Il tradimento nei confronti di un gruppo politico che ha concorso alla sua vittoria in maniera determinante è l’ultimo anello di un percorso fatto di ipocrisie, slealtà, mancato rispetto degli accordi. Nessuno dimentica che l’avvocato Murone, prima di essere candidato dal centrodestra, si era offerto al centrosinistra. E credo che nemmeno l’amico Giampaolo Bevilacqua – che io avrei ben visto come candidato sindaco unico del centrodestra – dimenticherà l’accordo sottoscritto prima del ballottaggio, alla presenza dell’on Pino Galati, finito carta straccia per ordine del coordinatore regionale di FI Cannizzaro. Nemmeno i lametini possono dimenticare l’atteggiamento lassivo con cui Murone sta assecondando i disegni della Regione di depotenziare l’aeroporto di Lamezia Terme a favore di quello di Reggio e del futuro aeroporto di Sibari.
Da oggi Lamezia Terme, ancora più di ieri, è governata da un sindaco debole, traballante, nelle mani dei poteri forti, piegato senza dignità ai voleri del sindaco di Reggio Calabria. Credo che l’esperienza negativa dell’avvocato Murone possa considerarsi conclusa, sia politicamente sia amministrativamente, anche se la sua vocazione ad ogni compromesso pur di mantenere la poltrona ci fa pensare che difficilmente avrà quello scatto di dignità, restituendo la parola agli elettori. Senza i tremila voti dell’on. Furgiuele e del suo gruppo oggi esponente di primo piano di Futuro Nazionale, l’avvocato Murone non sarebbe stato sindaco e ad indossare la fascia tricolore sarebbe l’on. Doris Lo Moro che alla luce di quanto sta accadendo sarebbe stato il male minore.
Fonte Domenco Tallini, già presidente del Consigliere regionale




