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Da 11 minuti di sosta a 75 euro: il caso ‘Park & Control’ all’aeroporto di Lamezia e il silenzio della Sacal

Lamezia parcheggio aeroporto

Riceviamo dal Sig. Massimiliano Critelli e pubblichiamo integralmente:

“Tutto nasce da unasosta di undici minuti oltre il tempo gratuito previsto dall’Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme. Undici minuti. Non ore. Non giorni. Undici minuti oltre i venti consentiti. Eppure quella vicenda, che avevo ritenuto definita pagando immediatamente la penale originaria di 30 euro, si è trasformata in una lunga corrispondenza, in una richiesta di pagamento salita fino a 75 euro e in una domanda che oggi ritengo riguardi migliaia di cittadini: quanto è trasparente il sistema con cui vengono gestite le contestazioni dei parcheggi aeroportuali?

Il punto che cambia tutta la storia- Desidero chiarire subito un aspetto fondamentale. Non ho mai contestato la violazione originaria. Dopo aver ricevuto le fotografie attestanti l’ingresso e l’uscita del mio veicolo, ho pagato senza esitazione i 30 euro richiesti per aver superato di undici minuti il periodo gratuito. La controversia nasce esclusivamente dopo quel pagamento.

Il primo avviso che non ho mai visto- Successivamente Park & Control mi richiede ulteriori 15 euro sostenendo che avrei pagato in ritardo. La motivazione è semplice. Secondo la società, un primo avviso mi sarebbe stato inviato e recapitato nell’aprile 2026. Io, però, quel primo avviso non l’ho mai ricevuto. Da quel momento inizia uno scambio di e-mail durato settimane. Le mie richieste sono sempre state identiche

Ho chiesto:

–   quale servizio postale fosse stato utilizzato;

–  se esistesse un codice di tracciamento;

–  quale fosse la prova della consegna;

–  come fosse possibile dimostrare che quella comunicazione fosse realmente arrivata nella mia disponibilità.

La risposta: “Recapitato”- Park & Control mi trasmette un prospetto nel quale compare una sola parola: “Recapitato”. Accanto compare la data del 23 aprile 2026. Ma quel documento non indica chi avrebbe ricevuto la comunicazione, non contiene un numero di raccomandata, non riporta una firma di ricezione né altri elementi che consentano di verificare l’effettiva consegna. Per questo continuo a chiedere distinta di spedizione, tipo di invio, eventuale tracking e documentazione idonea a dimostrare la ricezione.

Una contestazione documentata giorno per giorno- La mia contestazione non è arrivata dopo mesi. È stata immediata. Il 16 giugno 2026 invio la prima contestazione formale chiedendo l’annullamento dei 15 euro aggiuntivi, la prova della notifica originaria e la sospensione del recupero crediti. Il 24 giugno ribadisco di non contestare il transito del veicolo ma esclusivamente gli importi aggiuntivi. Il 26 giugno contesto anche il prospetto inviato dalla società. Il 29 giugno formalizzo una diffida chiedendo tutta la documentazione sulla quale Park & Control fonda la propria pretesa. L’8 luglio ribadisco definitivamente che i 30 euro sono già stati pagati e che non riconoscerò ulteriori importi senza una prova della ricezione del primo avviso.

Da 30 euro a 75 euro- Nonostante queste contestazioni, l’importo richiesto continua ad aumentare. Prima 45 euro. Poi arriva una raccomandata dello Studio Legale Marchetti & Partners. La richiesta finale è di 75 euro, composta da penale, ulteriori somme e contributo per spese legali.

Il regolamento e una domanda ancora aperta- Park & Control richiama il proprio regolamento, che prevede una precisa sequenza di comunicazioni: primo avviso, successivo sollecito e, solo dopo, l’eventuale intervento di un legale con ulteriori costi. La mia contestazione non riguarda l’esistenza di quel regolamento. Riguarda un altro punto. Se da quel primo avviso dipendono conseguenze economiche sempre più gravose, quale prova viene conservata dell’effettiva ricezione della comunicazione? È questa la domanda alla quale, a mio avviso, non è mai arrivata una risposta documentale idonea.

Il silenzio di SACAL- Esiste però un ulteriore elemento che ritengo ancora più significativo. Poiché il servizio opera all’interno dell’Aeroporto di Lamezia Terme, ho inviato una PEC anche a SACAL, illustrando l’intera vicenda e chiedendo un intervento. Ad oggi non ho ricevuto alcun riscontro. Non una risposta. Non una richiesta di chiarimenti. Non una presa in carico della segnalazione. Ed è qui che il caso assume una dimensione più ampia. SACAL è una società a partecipazione pubblica che gestisce il principale aeroporto della Calabria e il tema della gestione dei parcheggi è già arrivato nelle istituzioni.

Un tema già arrivato in Consiglio Regionale-  Il 12 maggio 2026 il Consigliere regionale Ernesto Alecci ha depositato l’Interrogazione n. 95, chiedendo chiarimenti proprio sull’esternalizzazione della gestione dei parcheggi dell’Aeroporto di Lamezia, sulla convenienza economica dell’operazione e sulla tutela dell’interesse pubblico. L’interrogazione pone domande su:

–  le ragioni dell’affidamento a un soggetto esterno;

–  le valutazioni economiche effettuate;

–  le modalità con cui viene tutelato l’interesse pubblico.

Il mio caso non coincide con quell’interrogazione. Ma dimostra che la questione dei parcheggi aeroportuali è ormai oggetto di un dibattito istituzionale più ampio.

Le domande che meritano una risposta-  A questo punto ritengo che alcune domande debbano trovare una risposta pubblica.

A Park & Control

–  Quale documentazione viene conservata per dimostrare l’effettiva ricezione del primo avviso quando viene utilizzata la posta ordinaria?

–  Quante contestazioni vengono accolte dopo la produzione della documentazione richiesta dagli utenti?

–  Quali garanzie vengono offerte affinché un cittadinopossa conoscere tempestivamente la propria posizione prima dell’applicazione di ulteriori costi?

A SACAL

– Per quale motivo la PEC inviata da un utente non ha ricevuto alcun riscontro?

– Quali controlli vengono svolti sulle modalità operative del concessionario?

– Esiste una procedura indipendente per verificare le contestazioni relative al servizio parcheggi?

Un invito ai cittadini- Questa non vuole essere la storia di chi si rifiuta di pagare una violazione. I 30 euro sono stati pagati immediatamente. La questione riguarda il diritto di ogni cittadino a ricevere comunicazioni chiare, verificabili e trasparenti quando da esse dipendono richieste economiche destinate ad aumentare nel tempo. Per questo rivolgo un invito a chi utilizza l’Aeroporto di Lamezia Terme. Se altri cittadini hanno vissuto situazioni analoghe — ricezione tardiva delle comunicazioni, contestazioni sulle modalità di invio o richieste di maggiorazioni successive — raccontare la propria esperienza può contribuire a fare chiarezza su un servizio che riguarda ogni giorno migliaia di utenti. Perché la trasparenza non dovrebbe essere un favore concesso al cittadino. Dovrebbe essere il punto di partenza di ogni rapporto con chi gestisce un servizio di interesse pubblico.

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