Il Sindaco di Lamezia Terme da attore finalmente pervenuto nello spazio scenico della nostra città, dopo aver aspettato pure lui Godot, ha dato chiari segni di vita con una nota di esaltazione della delibera del Consiglio Regionale n. 400 del 21 Luglio 2026 e lo ha fatto con apprezzabile solennità, richiamando un atto di indirizzo per la costituzione della rete per l’emodinamica. La delibera indica gli obiettivi così citati nell’esposizione del sindaco: “decongestionare gli HUB, incrementare i volumi programmabili, ridurre i tempi di attesa per le procedure, contenimento per la mobilità passiva”. E, fin qua, nulla da obiettare trattandosi, soltanto, di obiettivi da perseguire. Il tema, oggetto, in questi giorni di serrato confronto politico, mi suggerisce un parallelo con le modalità organizzative del sistema scolastico e formativo: ad inizio di anno scolastico ai docenti di una qualsiasi scuola del nostro Paese che si occupa della stesura del piano educativo annuale viene chiesto, previe prove di accertamento in ingresso, di indicare tempi di realizzazione, risorse impegnate, metodologie didattiche e verifiche in itinere e finali.
Alla luce di tutto ciò, mi sono chiesto e mi chiedo: perché ad un’amministrazione regionale, che programma e delibera in materia di sanità, non possono essere chieste le stesse cose: analisi della situazione di partenza e conoscenza dei bisogni del territorio, risorse professionali e finanziarie disponibili, metodologie operative e verifiche in itinere e finali? Non è una richiesta retorica se è in gioco la sofferenza dei cittadini di fronte a criticità ormai difficilmente sanabili. Il sindaco, pur non avventurandosi nelle procedure della progettualità didattica, conclude in modo pedagogicamente propositivo: “Oggi dobbiamo cercare di proporre un sistema di integrazione di assistenza sanitaria fra i vari istituti ospedalieri che dia risposte di salute alla popolazione e che migliori i servizi”. Al Sindaco di Lamezia Terme, in concomitante impeto di esaltazione dell’onorevole Occhiuto, danno una mano i Direttori delle Cardiologie della Calabria che rassicurano i calabresi sul fatto che “Nessuna emodinamica è stata chiusa o soppressa”. Poi proseguono “Per l’infarto acuto non cambia nulla e la sicurezza resta massima. Chi ha un’emergenza cardiaca (infarto acuto) – spiegano ancora nella nota – continuerà a seguire lo stesso percorso collaudato ed efficace di sempre, con il trasporto rapido verso i Centri Hub H24 tramite la rete del 118, l’elisoccorso e la telecardiologia. Una rete d’urgenza che funziona e che trova conferma anche nei più recenti dati AGENAS, che documentano per la Calabria risultati favorevoli su indicatori fondamentali, come la riduzione della mortalità a 30 giorni e la tempestività dell’angioplastica”. Sembra che tutto vada a meraviglia ma, in molti casi, la cronaca di episodi tragici segnala criticità enormi nei servizi di urgenza ed emergenza; come il caso del lametino Nicola Malerba morto di infarto tra le braccia del giovanissimo figlio a causa dell’indisponibilità dell’ambulanza mai arrivata e spesso quando arriva è senza medico a bordo. Si richiedono investimenti in quel settore nevralgico della sanità di emergenza che sta a monte e non a valle dei servizi di emodinamica.
Per quanto riguarda l’obiettivo dell’attivazione a regime dell’emodinamica, aperta o soppressa che sia, richiede una programmazione che abbia come percorso: l’analisi della situazione di partenza e conoscenza dei bisogni del territorio; le risorse professionali e finanziarie disponibili, le metodologie operative e le verifiche dei risultati ottenuti in itinere e quelli finali. Solo così chi governa può aspirare ad eludere le critiche che, in democrazia, sono sempre un bene e mai un male. E mentre la politica si divide sull’EMODINAMICA, a Sambiase nasce l’ambulatorio comune dei medici sambiasini, aperto tutti i giorni dalle 8.00 del mattino alle 20.00 di sera ad esclusione del sabato attivo dalla 8.00 alle 10.00. Al di fuori dell’orario di apertura dell’ambulatorio del proprio medico di famiglia ci si può rivolgere a questa struttura per necessità sopravvenute. Una cosa importante per garantire attenzione ininterrotta ai pazienti che spesso fanno ricorso al presidio Ospedaliero con tempi biblici tra l’accesso al quasi sempre affollato Pronto Soccorso lametino e l’effettiva presa in carico.
Fonte Fiore Isabella- Ex Responsabile del Tribunale per i Diritti del malato – Cittadinanzattiva Lamezia Terme che- ha fatto pervenire anche la seguente precisazione:
Nel tentativo di sintetizzare, per non essere eccessivamente prolisso, ho parlato della nascita a Sambiase di un ambulatorio comune dei Medici Sambiasini dando l’impressione che un servizio di tale importanza non avesse una sua genesi istituzionale. Infatti, la nascita dell’ambulatorio comune a Sambiase e a S.Eufemia (a Nicastro esisteva già) fa riferimento alla deliberazione n. 720 firmata il 9 giugno 2026 del Commissario Straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, dott. Antonio Battistini. In Tale delibera viene disposto l’ampliamento dell’AFT (Aggregazione Funzionale Territoriale) ad Alta Complessità “Hygieia”, insistente sul territorio di Lamezia Terme. “Le AFT di Medicina Generale sono il modello organizzativo che mette in rete i medici di Medicina Generale dello stesso distretto, superando il tradizionale Studio isolato e favorendo una medicina di gruppo sul territorio, con l’obiettivo di migliorare il coordinamento tra professionisti, la gestione dei pazienti cronici, la continuità assistenziale e di ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso. Colgo l’occasione, anche, per dare atto al dr. Battistini di aver recepito le sollecitazioni dei dottori Rosario Pugliano e Franca Ferrari. Chiedo, infine, a chi ne è a conoscenza, le seguenti informazioni:
- l’ampliamento delle AFT nelle sedi di Sambiase e S.Eufemia, a due mesi inoltrati dalla delibera sopra richiamata, è andato in porto?
- Se il servizio è già operativo quale informazione è stata data all’utenza, destinataria di un servizio sanitario di tale importanza sociale?
Ringrazio e cordialmente saluto.




