Una nuova possibilità terapeutica per i pazienti affetti da demenza di Alzheimer arriva all’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro, Campus di Germaneto. Presso l’Uoc di Neurologia è stato infatti avviato il trattamento con Donanemab, un anticorpo monoclonale destinato ai pazienti nelle fasi iniziali della malattia.
Il farmaco interviene sui meccanismi biologici dell’Alzheimer agendo sulle placche di proteina amiloide presenti nel cervello, con l’obiettivo di rimuoverle e rallentare la progressione della patologia. Il trattamento era stato già utilizzato nell’ambito di un programma di uso compassionevole, mentre si attendono gli sviluppi regolatori definitivi da parte di Aifa per consentire l’accesso alla terapia a tutti i pazienti che risulteranno idonei.
Secondo Gennarina Arabia, professoressa associata di Neurologia e responsabile del Centro per i disturbi cognitivi e per le demenze dell’Uoc di Neurologia, l’introduzione di queste terapie rappresenta un cambiamento significativo rispetto al passato. Per molti anni, infatti, i trattamenti disponibili hanno avuto principalmente l’obiettivo di controllare i sintomi, senza intervenire direttamente sui meccanismi responsabili della progressione della malattia.
L’introduzione dei nuovi farmaci biologici, invece, apre una fase diversa della gestione dell’Alzheimer, puntando a modificare il decorso della patologia attraverso un’azione mirata sui processi biologici che ne sono alla base.
Una svolta sottolineata anche da Antonio Gambardella, direttore dell’Uoc di Neurologia di Germaneto, dove il trattamento è stato avviato. L’arrivo delle prime terapie capaci di rallentare la progressione della demenza nelle sue fasi iniziali rappresenta, secondo il direttore, un passaggio di particolare rilievo per la neurologia.
Per garantire che il trattamento venga somministrato secondo criteri di sicurezza e appropriatezza, il centro di Germaneto ha predisposto un percorso organizzativo articolato. La valutazione dei pazienti prevede infatti l’integrazione di esami clinici e test cognitivi e genetici, analisi dei biomarcatori attraverso il liquido cerebrospinale, risonanza magnetica e Pet cerebrale.
Il percorso coinvolge inoltre diverse figure professionali, in un modello multidisciplinare che comprende neurologi, neuroradiologi, specialisti di medicina nucleare, genetisti, neuropsicologi, farmacisti e personale infermieristico. Un approccio che richiede un monitoraggio specialistico costante durante il trattamento.
L’avvio della terapia con Donanemab colloca dunque il presidio universitario catanzarese tra le strutture italiane che hanno già reso possibile l’accesso a queste nuove terapie per l’Alzheimer. L’obiettivo, in attesa delle autorizzazioni definitive di Aifa, è garantire anche ai pazienti calabresi che rientrano nei criteri di appropriatezza la possibilità di usufruire dei nuovi strumenti terapeutici.
Con il completamento dell’iter regolatorio, l’accesso al trattamento potrà essere esteso ai nuovi pazienti idonei, superando così la precedente modalità legata al programma di uso compassionevole.
Fonte Ansa Calabria




