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Cancellazione Emodinamica Lamezia- Reazioni alla nuova programmazione regionale

Ospedale

La decisione della Regione Calabria di rivedere la Rete per le Sindromi Coronariche Acute accende il dibattito sulla sanità a Lamezia Terme e, in particolare, sul futuro dell’Emodinamica dell’ospedale Giovanni Paolo II. Il nuovo assetto regionale, adottato nel luglio 2026, non confermerebbe il presidio lametino tra le strutture previste dalla rete, facendo emergere interrogativi e preoccupazioni sul futuro del servizio e sulla capacità di garantire risposte tempestive alle emergenze cardiologiche. In queste ore iniziano a emergere le prime reazioni alla decisione della Regione Calabria, con prese di posizione dal mondo politico e istituzionale.

Emodinamica di Lamezia, Bruno interroga la Regione: «Chiarire perché resta fuori dalla rete delle emergenze»
Chiarire perché l’Emodinamica dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme sia stata programmata con operatività H6/H12, limitata essenzialmente alle attività programmate, senza essere inserita nella Rete SCA per la gestione delle emergenze STEMI. È quanto chiede il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, in un’interrogazione a risposta scritta depositata e indirizzata al presidente della Giunta regionale. «Parliamo di una sala già realizzata e attrezzata attraverso un rilevante investimento di risorse pubbliche, la cui piena attivazione è attesa da anni – afferma Bruno –. Occorre conoscere le valutazioni tecniche che hanno determinato l’attuale configurazione e verificare se risponda davvero ai bisogni del territorio».

Il consigliere ricostruisce il percorso della programmazione regionale. Il DCA 78 del 26 marzo 2024 attribuiva a Lamezia Terme la configurazione EL/EM, relativa a un punto di Elettrofisiologia con previsione di attività di Emodinamica, contemplandone anche la possibile aggregazione alla Rete SCA, previo riassetto organizzativo con l’Hub o con un altro Spoke di riferimento.

La DGR 400 del luglio 2026 ha invece previsto per Lamezia Terme, insieme a Paola e Rossano, laboratori di Emodinamica H6/H12 destinati alla diagnostica invasiva, al follow-up e alle attività programmate, escludendoli dalla gestione dello STEMI. Nella nuova configurazione della Rete SCA, il presidio lametino mantiene Cardiologia e UTIC, ma non viene indicato come centro dotato di Emodinamica per le emergenze.

«La questione non può essere ridotta a una contrapposizione tra territori né alla sola distanza tra Lamezia e Catanzaro – precisa Bruno –. Bisogna considerare il bacino effettivamente servito, la provenienza dei pazienti, il numero degli STEMI e delle PTCA, i trasferimenti verso altri centri e soprattutto i tempi reali che intercorrono tra la diagnosi e l’accesso alla riperfusione».

Già un’interrogazione parlamentare del 2021 evidenziava come il bacino potenziale del “Giovanni Paolo II” potesse comprendere, oltre alla città e al Distretto lametino, anche il territorio di Vibo Valentia e il basso Cosentino fino ad Amantea. Il DM 70 individua per l’Emodinamica un bacino compreso tra 300mila e 600mila abitanti.

Bruno chiede quindi alla Regione di specificare quale bacino sia stato attribuito a Lamezia, quali territori e flussi siano stati considerati e quanti pazienti residenti nell’area, negli ultimi cinque anni disponibili, siano stati sottoposti a coronarografia o PTCA presso l’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” o altri centri, distinguendo gli interventi effettuati per STEMI.

L’interrogazione domanda inoltre quanti pazienti con sindrome coronarica acuta vengano trasferiti ogni anno e quali siano i tempi medi effettivi dalla diagnosi all’ingresso in Emodinamica, separando la permanenza nel presidio, l’attivazione del trasferimento e il trasporto.

Un confronto specifico viene richiesto con Crotone, dove la programmazione regionale ha previsto l’attivazione dell’Emodinamica considerando la distanza da Catanzaro e i pazienti dell’Asp crotonese trattati nell’Hub. Bruno chiede che siano resi noti gli stessi indicatori riferiti a Lamezia Terme, così da consentire una valutazione omogenea e trasparente.

Tra i quesiti figurano anche l’eventuale esistenza di pareri o prescrizioni del Ministero della Salute e del Tavolo DM 70, l’ammontare delle risorse pubbliche impiegate per sala e apparecchiature e la data dalla quale queste ultime risultano disponibili.

Infine, il capogruppo chiede quando sarà attivata concretamente l’Emodinamica H6/H12 prevista dalla DGR 400, con quale personale, organizzazione e volume di attività, e se la Regione intenda rivalutare l’inserimento di Lamezia nella Rete SCA con operatività H24.

«Prima di considerare definitivamente esclusa questa possibilità – conclude Bruno – è necessario disporre di tutti i dati. La Regione deve spiegare con chiarezza quale futuro intenda assegnare a una struttura già finanziata e attrezzata e garantire che le scelte siano fondate sui reali bisogni sanitari della popolazione».

 

Futuro Nazionale chiede chiarezza: «Occhiuto spieghi cosa prevede la nuova programmazione»

Il gruppo consiliare Futuro Nazionale, composto dai consiglieri comunali Massimo Cristiano e Carmine Villella, interviene sulle notizie apparse nelle ultime ore riguardanti la presunta esclusione dell’Ospedale di Lamezia Terme dalla nuova programmazione regionale della rete per le sindromi coronariche acute e, in particolare, sulla mancata previsione del servizio di Emodinamica.

«È una notizia che, se confermata, merita tutta la nostra attenzione. Allo stesso tempo riteniamo necessario affrontare una materia così delicata con serietà, senza alimentare allarmismi e senza trasformare indiscrezioni o ricostruzioni giornalistiche in verità acquisite.

Per questo chiediamo al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di fare chiarezza sulla vicenda e di spiegare quale sia realmente la programmazione prevista per l’ospedale di Lamezia Terme.

Da quanto apprendiamo, negli anni scorsi sarebbe stata prospettata la realizzazione dell’Emodinamica presso il presidio ospedaliero lametino, mentre la nuova programmazione regionale non la contemplerebbe più. Vogliamo capire innanzitutto se questa ricostruzione corrisponda effettivamente al vero.

È necessario sapere se in passato si sia trattato soltanto di una promessa o di un’ipotesi programmatica oppure se esistessero atti concreti che prevedevano l’attivazione dell’Emodinamica a Lamezia. E, nel caso in cui questa previsione sia effettivamente esistita, vogliamo conoscere le ragioni per le quali oggi sarebbe venuta meno.

Allo stesso modo chiediamo di sapere se, nell’ambito della nuova organizzazione sanitaria regionale, per l’ospedale di Lamezia siano previsti altri investimenti, servizi o potenziamenti che possano modificare il quadro complessivo. Prima di assumere qualsiasi posizione definitiva vogliamo quindi conoscere gli atti e le scelte reali della Regione. Ma una cosa deve essere altrettanto chiara: qualora fosse confermato che l’Emodinamica era concretamente prevista per Lamezia e che oggi tale previsione sia stata cancellata senza che alla città sia stato destinato un potenziamento equivalente, la nostra posizione sarà netta.

Lamezia Terme non può assistere passivamente a decisioni che rischiano di ridimensionare il proprio presidio ospedaliero e il ruolo sanitario che spetta alla città per popolazione, posizione geografica e centralità territoriale. In quel caso chiederemo immediatamente la convocazione di un Consiglio comunale aperto, con la partecipazione della Regione Calabria, dei vertici della sanità e delle rappresentanze istituzionali e sociali del territorio.

Sulla sanità non possono esserci arretramenti silenziosi. Lamezia deve rivendicare con forza ciò che le spetta e costruire attorno alla difesa e al potenziamento del proprio ospedale una battaglia unitaria, capace di andare oltre appartenenze e schieramenti politici.

Se quanto riportato dovesse trovare conferma negli atti, saremo noi per primi a chiedere che Lamezia faccia sentire, unita, la propria voce. La difesa e il potenziamento del nostro ospedale non appartengono a un partito o a uno schieramento: sono una battaglia dell’intera città.

Lamezia non può accettare arretramenti sul diritto alla salute e sul ruolo che le spetta nel sistema sanitario regionale. Se sarà necessario, porteremo questa battaglia dentro il Consiglio comunale e in ogni sede istituzionale competente. Su questo non faremo passi indietro.

Fonte Massimo Cristiano – Carmine Villella, Gruppo consiliare Futuro Nazionale

Coordinamento Sanità 19 Marzo: “Lamezia Terme non può permettersi ulteriori passi indietro”

Il Coordinamento Sanità 19 Marzo torna a chiedere chiarezza sul futuro della Cardiologia dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme e, in particolare, sul percorso previsto per l’Elettrofisiologia e l’Emodinamica. Da anni il Coordinamento segue con attenzione il processo di riorganizzazione e potenziamento della sanità lametina, anche alla luce degli atti di programmazione regionale che hanno previsto il rafforzamento delle attività cardiologiche e dell’UTIC, con l’implementazione delle attività di Elettrofisiologia e di Emodinamica.

“Abbiamo seguito concretamente questo percorso – sottolinea il Coordinamento Sanità 19 Marzo – verificando anche gli interventi che hanno interessato la sala di Elettrofisiologia, con gli arredi già arrivati e la professionalità necessaria individuata e assunta. Per questo oggi chiediamo di comprendere quale sia l’effettiva volontà della Regione Calabria rispetto al futuro della Cardiologia di Lamezia”.

A destare particolare preoccupazione è la nuova organizzazione della rete per le Sindromi Coronariche Acute (SCA) approvata nel mese di luglio, che sembra introdurre un modello differente rispetto al percorso che negli anni aveva individuato Lamezia Terme come presidio strategico per un’area territoriale molto ampia.

“Non comprendiamo – prosegue il Coordinamento – come mai si sia arrivati a una soluzione che sembra ridimensionare il ruolo di Lamezia Terme, ricorrendo anche all’ipotesi dell’Emodinamica itinerante, quando per anni si è parlato della necessità di dotare il nostro ospedale di una struttura stabile e in grado di garantire una risposta tempestiva alle emergenze cardiologiche”.

Il tema, secondo il Coordinamento, non riguarda soltanto Lamezia Terme, ma un bacino territoriale molto più ampio, che comprende l’area dell’Alto e del Basso Tirreno e che arriva fino al territorio di Vibo Valentia.

“Se Lamezia era stata individuata come punto strategico per garantire una risposta sanitaria a questo territorio, vogliamo capire cosa sia cambiato. Perché oggi si registra quello che appare come un passo indietro? E soprattutto: quale progetto ha la Regione Calabria per la Cardiologia di Lamezia Terme?”

L’appello alle istituzioni

Il Coordinamento Sanità 19 Marzo rivolge il proprio appello non soltanto al presidente della Regione e commissario ad acta per la sanità, Roberto Occhiuto, ma anche a tutte le istituzioni e ai rappresentanti del territorio che ricoprono un ruolo istituzionale presso la Regione Calabria. “Ci rivolgiamo anche a tutte le istituzioni che, siamo certi, hanno a cuore Lamezia Terme e il futuro della nostra sanità. Chiediamo loro di utilizzare pienamente il proprio ruolo istituzionale per tutelare gli interessi della nostra città e contribuire a migliorare, e non a ridimensionare, i servizi sanitari del territorio”.

“È importante – prosegue il Coordinamento – che anche i nostri rappresentanti istituzionali si facciano promotori di un confronto con il presidente Occhiuto, affinché venga fatta chiarezza sull’Emodinamica, sulla Cardiologia e, più in generale, sul progetto che la Regione intende portare avanti per la sanità lametina”.

Il Coordinamento Sanità 19 Marzo annuncia quindi che formalizzerà a breve una richiesta di incontro con il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, per ottenere un chiarimento ufficiale sul futuro del presidio lametino.

“Non chiediamo altro che chiarezza. Dopo anni di attenzione, confronto e battaglie sulla sanità lametina, riteniamo doveroso sapere quale sia la programmazione della Regione per la Cardiologia, l’UTIC, l’Elettrofisiologia e soprattutto per l’Emodinamica. Lamezia Terme non può permettersi ulteriori passi indietro”.

 

Fonte Coordinamento Sanita’ 19 Marzo

 

Bevilacqua: «Imminente l’apertura della sala di Elettrofisiologia. Ora lavoriamo per l’Emodinamica e per rafforzare la sanità territoriale»

“La sanità lametina deve tornare al centro della programmazione regionale attraverso risultati concreti, servizi efficienti e risposte adeguate alle esigenze dei cittadini, ed è in questa direzione che sto lavorando quotidianamente come consigliere regionale e segretario della Commissione Sanità, impegnato a seguire da vicino le principali criticità del territorio per costruire un percorso di rafforzamento dell’offerta sanitaria a Lamezia Terme e nell’intero comprensorio”- dichiara in una nota Gianpaolo Bevilacqua Consigliere regionale e Segretario alla Sanità.

“Un primo risultato importante- prosegue Bevilacqua- riguarda la sala di Elettrofisiologia dell’Ospedale di Lamezia Terme, la cui apertura è prevista a breve e già fissata per il prossimo mese di settembre, traguardo reso possibile grazie al confronto costante con il Commissario straordinario dell’ASP di Catanzaro, Antonio Battistini, che ringrazio insieme a tutta l’azienda sanitaria per aver dimostrato grande attenzione verso i bisogni del territorio. Questo rappresenta solo l’inizio di un percorso ben più ambizioso che ha già come prossimo obiettivo l’attivazione dell’Emodinamica a Lamezia Terme, per la quale sto lavorando affinché la Regione Calabria autorizzi l’ASP di Catanzaro ad entrare nella rete regionale, una battaglia fondamentale per la gestione delle emergenze cardiovascolari, la riduzione dei tempi di intervento e il taglio dei trasferimenti dei pazienti.

Ovviamente l’azione non riguarda soltanto l’ospedale, perché è necessario costruire una sanità integrata, moderna e realmente vicina ai cittadini, rafforzando contemporaneamente i servizi ospedalieri e quelli territoriali per una struttura sempre più qualificata e capace di garantire assistenza adeguata a tutto il nostro vasto bacino d’utenza. Continuerò a lavorare per Lamezia Terme e per tutto il comprensorio attraverso il dialogo istituzionale, il confronto continuo con gli operatori e soprattutto la concretezza, mantenendo aperto il canale con il Commissario Battistini e con la Regione affinché ogni obiettivo programmatico diventi finalmente realtà per offrire a tutti i cittadini una sanità più efficiente, moderna e vicina ai loro bisogni.

Fonte Gianpaolo Bevilacqua, Consigliere regionale e Segretario alla Sanità

 

 

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