Francesco Grandinetti, L.A.M.E.T.I.A. e non solo e già presidente del PD Lamezia, interviene attraverso una nota stampa, nel dibattito sull’aumento della TARI 2026, soffermandosi sulle ricadute che il provvedimento potrebbe avere su famiglie, pensionati e piccole imprese. Nel suo intervento chiede maggiore attenzione alle fasce più fragili, una proroga dei termini per le richieste di esenzione e una riflessione sulle responsabilità politiche legate alla situazione finanziaria del Comune.
“In questi giorni abbiamo letto le dichiarazioni della maggioranza sull’aumento della TARI 2026 e le critiche avanzate dai consiglieri del mio Partito Democratico, dal Movimento 5 Stelle e dalle altre forze di opposizione presenti in Consiglio comunale. Anch’io, da ex presidente cittadino del Partito Democratico e portavoce dell’area L.A.M.E.T.I.A. e non solo, sento il dovere di riportare il dibattito sul terreno che ritengo più importante che è quello della vita reale delle persone. La discussione non può ridursi alla risposta della maggioranza sulla percentuale di aumento, maggiore o minore che sia, né al fatto che il pagamento venga suddiviso in tre rate, aggravato peraltro da tempi estremamente ristretti per la presentazione delle domande di esenzione o di riduzione.
Il punto è un altro.
Quando chi amministra non comprende che anche dieci euro possono incidere sul bilancio mensile di una famiglia in difficoltà, significa che si è perso il contatto con la città. Per una pensione minima, per una famiglia monoreddito, per chi ha perso il lavoro o vive di occupazioni precarie, quei dieci euro non rappresentano una cifra simbolica. Possono significare rinunciare a un farmaco, a qualche litro di carburante oppure a una parte della spesa settimanale. Lo stesso vale per le microimprese, per gli artigiani, per i piccoli commercianti e per le attività familiari che ogni giorno cercano semplicemente di restare aperte in una realtà economica difficile come quella di Lamezia Terme, dove troppo spesso assistiamo all’apertura di nuove attività che, dopo pochi mesi, sono costrette a chiudere.
La vera domanda è questa: chi amministra questa città conosce davvero le difficoltà economiche che vivono ogni giorno le famiglie e le piccole imprese lametine?
È per questo che condivido la richiesta avanzata dalle opposizioni di ricercare ogni possibile margine per alleggerire il peso della TARI sulle fasce più deboli. Trovo inoltre interessante la proposta del Movimento 5 Stelle di aprire una riflessione su un sistema tariffario che premi maggiormente chi produce meno rifiuti. È una proposta che merita di essere discussa senza pregiudizi, perché introduce un principio di equità, cioè quello di far pagare di più a chi produce più spazzatura e meno a chi adotta comportamenti virtuosi.
Ma c’è un’altra questione che considero ancora più urgente, soprattutto ora che la decisione sull’aumento sembra ormai presa, e sulla quale condivido pienamente la posizione espressa dall’UDICON.
Concedere appena dieci giorni per presentare la domanda di esenzione o di riduzione della TARI significa non conoscere le difficoltà quotidiane delle persone più fragili. Sembra quasi una presa in giro per alleviare il peso sulla propria coscienza. Chi deve ottenere un ISEE aggiornato, prendere appuntamento presso un CAF o raccogliere la documentazione necessaria rischia concretamente di perdere un diritto semplicemente perché i tempi sono irrealistici, soprattutto in questo periodo dell’anno.
Una proroga non sarebbe un favore. Sarebbe un atto di buon senso, di sensibilità istituzionale e di rispetto verso cittadini che già affrontano enormi difficoltà burocratiche. Noi, insieme a tutte le forze di opposizione, abbiamo il dovere di denunciare ciò che riteniamo sbagliato. E questo non può essere liquidato dalla maggioranza come un semplice scontro politico di maniera. L’opposizione ha il dovere di farlo ed ha anche il compito di avanzare proposte concrete e di rappresentare chi troppo spesso non ha voce. Perché amministrare una città significa certamente far quadrare i conti, ma significa anche ricordarsi che dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, un commerciante.
C’è poi una riflessione che ritengo inevitabile.
Se oggi i conti del Comune non tornano, questa situazione non nasce dal nulla. È il risultato di dieci anni di amministrazione di centrodestra durante i quali i cittadini sono stati rassicurati, giorno dopo giorno, che i conti erano in ordine. Oggi emerge invece una realtà ben diversa, e credo che su questo qualcuno debba assumersi la responsabilità politica di spiegare cosa sia realmente accaduto.
Concludo con un’amara considerazione.
Una politica che smette di vedere le persone e guarda soltanto i bilanci è una politica che ha già perso il suo ruolo. E quando, anziché affrontare i problemi concreti delle famiglie, delle imprese e del lavoro, preferisce alimentare dibattiti sui social su temi lontani dalla quotidianità per distrarre l’opinione pubblica, allora ha già iniziato ad allontanarsi dalla città che è chiamata ad amministrare.
Perché la buona politica non si misura soltanto dalla capacità di chiudere un bilancio, ma dalla capacità di migliorare la vita delle persone. Ed è su questo che, come opposizione, continueremo a vigilare e a fare proposte”.
Fonte Francesco Grandinetti L.A.M.E.T.I.A.enonsolo già presidente PD Lamezia




