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Clima, Città e Sopravvivenza: Lamezia al centro del dibattito sul caldo estremo

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Il circolo di Legambiente di Lamezia si dichiara soddisfatto della partecipazione al convegno “LAMEZIA RESPIRA” organizzato dal circolo del Partito democratico cittadino ottimamente moderato da Rosamaria Scaramuzzino che ha ideato l’incontro. E’ stato, ha rimarcato Gianni Arena, presidente del circolo ambientalistico, una ottima occasione per parlare di cambiamenti climatici che, nel caso di specie, hanno trasformato l’estate rendendola quasi una stagione angosciante.

L’estate, infatti, a seguito di questa asfissiante crisi climatica, ha smesso da tempo di essere la stagione della spensieratezza e della vacanza per trasformarsi in una periodica e continua prova di sopravvivenza. Le ondate di calore estremo, che colpiscono anche la nostra città, contrariamente a quanto sostengono i negazionisti, non sono più semplici emergenze meteorologiche passeggere, ma una vera e propria crisi strutturale climatica che sta riconfigurando radicalmente le nostre abitudini quotidiane. Anche di questo si è discusso approfonditamente nel corso del partecipato incontro tenutosi presso il ‘Pan Quotidiano’, di piazza Mazzini che ha visto la preziosa presenza e il contributo di dottori agronomi e forestali che hanno spiegato l’importanza della presenza del verde nelle città.

La nostra quotidianità è sotto assedio continua l’avv. Arena, il cambiamento climatico ci costringe ad una nuova normalità fatta di costrizioni e strategie di difesa quotidiana dal caldo. Tra queste, spicca la ormai nota sindrome da ‘aria condizionata’, che ci costringe a rintanarci negli ambienti chiusi climatizzati pur di sfuggire a temperature insostenibili di giorno e di notte. Quando non possiamo fare a meno di uscire nelle borse e negli zaini dei cittadini sono ormai immancabili i dispositivi del kit anti-caldo.

La crema solare è diventata a tutti gli effetti un presidio salvavita, indispensabile quando ci troviamo a percorrere distese di asfalto rovente o ad attendere i mezzi pubblici sotto un sole implacabile, del tutto privi di protezioni strutturali. Le persone si stanno inventando di tutto per resistere: si modificano gli orari di uscita, si riduce la mobilità pedonale e si cercano espedienti creativi per non soccombere alla calura.

Oltre la resilienza individuale, come è stato giustamente rimarcato dai presenti, dottori agronomi e forestali dei quali si condivide concetto, è necessario rivedere le strutture delle nostre città e quartieri, sottolineando che il verde urbano non è più un mero elemento decorativo, ma la principale infrastruttura tecnologica naturale a nostra disposizione per mitigare le isole di calore urbano.

Il fresco non può e non deve essere un privilegio per chi può permetterselo: deve diventare una scelta politica e un diritto fondamentale per tutti, ha proseguito l’avv. Arena nel suo discorso, e combattere con forza la cooling poverty. Noi cerchiamo di senzibilizzare le amministrazioni facendo proposte concrete per migliorare la qualità della nostra vita e di quella degli altri cittadini chiedendo città capaci di proteggere chi le vive. Secondo Legambiente quindi, occorre pertanto rivedere quanto abbiamo costruito ed operare una pianificazione coraggiosa basata su tre pilastri fondamentali che prevedono l’utilizzo delle NBS nature based solution:

  1. Più verde e più ombra: Alberature fitte, boschi urbani, micro foreste urbane dal metodo Miyawaki e corridoi verdi diffusi capaci di abbassare le temperature percepite e restituire ai cittadini zone d’ombra fruibili.
  2. Infrastrutture blu a scapito di quelle grige: togliere asfalto e inserire fontane pubbliche, giochi d’acqua e sistemi di raffrescamento naturale integrati nel tessuto urbano per rinfrescare l’aria e lo spazio pubblico.
  3. Rifugi climatici accessibili: Spazi pubblici climatizzati, verdi e aperti alla cittadinanza, pensati soprattutto per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione, come gli anziani e le persone fragili.

La battaglia per la giustizia climatica a Lamezia Terme e nei nostri territori passa inevitabilmente dalle soluzioni basate e fornite direttamente dalla natura. La sfida è aperta: trasformare la consapevolezza del pericolo in una visione politica di cambiamento urbano duraturo. Noi, conclude l’avv. Arena siamo a disposizione di chiunque voglia affrontare questi argomenti e concorrere a migliorare la vita di tutti noi.

(Fonte: Legambiente Lamezia)

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