Enti autorizzati dalla Regione a proseguire i tirocini di inclusione sociale fino al 21 dicembre 2026 pur se destinatarie di un parere negativo dei propri revisori dei conti sulla sostenibilità delle assunzioni. A lanciare l’allarme è il NIDIL Cgil Calabria, tramite il Segretario Generale Ivan Ferraro : “Il rischio è evidente: questi lavoratori continueranno a prestare servizio fino al 31 dicembre 2026, garantendo attività essenziali agli enti, per poi ritrovarsi nuovamente senza alcuna prospettiva e all’interno della platea residua prevista dalla legge regionale. Sarebbe il danno seguito dalla beffa”.
“La Regione – afferma Ferraro – avrebbe dovuto distinguere tra gli enti che erano realmente nelle condizioni di concludere le assunzioni e quelli nei quali tale prospettiva risultava già fortemente compromessa. Concedere la proroga anche a queste amministrazioni ha significato consentire loro di continuare a utilizzare per altri mesi lavoratori senza contratto, pur in assenza di concrete garanzie occupazionali”.
“La scelta della Regione – aggiunge – ha prodotto anche una grave disparità tra le amministrazioni. Alcuni enti, riconoscendo di non essere nelle condizioni di assumere, hanno concluso correttamente i tirocini e rinunciato alla presenza di lavoratori che per anni avevano garantito servizi fondamentali. Altri, pur avendo ricevuto un parere negativo e restando in attesa della COSFEL, hanno ottenuto la possibilità di continuare a beneficiare della stessa manodopera fino alla fine dell’anno. In questo modo sono stati penalizzati gli enti che hanno rispettato il percorso, mentre sono state premiate amministrazioni che non avevano concrete prospettive di stabilizzazione”.
“Ma le conseguenze più gravi ricadono ancora una volta sui lavoratori – avverte il Segretario – Nessuno può essere costretto a rimanere in proroga presso un ente che difficilmente potrà assumerlo e, nello stesso tempo, rischiare di essere escluso dalle nuove opportunità regionali perché formalmente ancora inserito in quel percorso. Per questo chiediamo alla Regione una garanzia immediata e formale: tutti i lavoratori prorogati presso enti destinatari di pareri negativi dei Revisori dei Conti devono poter partecipare, senza alcun vincolo, a eventuali nuovi bandi, avvisi, selezioni o graduatorie finalizzati alle ulteriori stabilizzazioni”.
“La loro partecipazione deve essere consentita anche prima della conclusione della proroga. Non possono essere considerati destinatari di una soluzione occupazionale che, nei fatti, non esiste. La Regione – continua il sindacalista – deve inoltre chiarire sulla base di quali valutazioni sia stata concessa la proroga a enti che avevano già manifestato, attraverso i propri Revisori, l’insostenibilità finanziaria delle assunzioni. Non è accettabile utilizzare l’attesa della COSFEL per rinviare una criticità già formalmente emersa”.
“Le future procedure regionali, comprese quelle per le ulteriori 344 stabilizzazioni, dovranno essere aperte all’intera platea residua, tutelando sia gli idonei sia chi non ha potuto sostenere le prove perché il proprio ente non ha avviato alcuna procedura o è stato penalizzato dai punteggi attribuiti agli interni. Le graduatorie esistenti – sottolinea – vanno salvaguardate per le procedure e i posti per cui sono nate, senza trasformarle nell’unico canale di accesso alle nuove opportunità regionali”.
“La priorità – conclude Ferraro – resta oggi quella dei lavoratori prorogati presso enti con parere negativo: la Regione corregga una scelta sbagliata e impedisca che siano proprio loro a pagarne le conseguenze. Nessuno può essere escluso due o tre volte. NIdiL CGIL Calabria continuerà a battersi affinché la chiusura del bacino TIS non dipenda dall’ente locale nel quale ciascun lavoratore ha prestato servizio, ma sia fondata su regole uguali, trasparenti e realmente accessibili a tutti. Mai un passo indietro. I diritti non si concedono a pochi: si garantiscono a tutti”.
(Fonte Ufficio Stampa Cgil Calabria)




