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118 in Calabria, SGB critica il trasferimento ad Azienda Zero: “Servono garanzie per lavoratori e cittadini”

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L’SGB Calabria esprime la propria contrarietà alla riorganizzazione del sistema dell’emergenza-urgenza regionale che prevede il trasferimento del servizio 118 sotto la gestione di Azienda Zero, sollevando una serie di interrogativi sulle ricadute organizzative e occupazionali della riforma.

In una nota stampa , il sindacato ribadisce che la sanità pubblica debba essere governata prioritariamente nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori, evidenziando il timore che modelli di gestione fortemente centralizzati possano favorire logiche di tipo aziendalistico a discapito del diritto alla salute.

Secondo SGB, l’esperienza degli ultimi anni dimostrerebbe come le criticità del sistema sanitario calabrese – dalla carenza di personale ai tempi di intervento del servizio di emergenza, fino alla pressione sui pronto soccorso e alla progressiva riduzione dei servizi nei territori – non possano essere risolte esclusivamente attraverso una modifica dell’assetto gestionale.

Il sindacato chiede pertanto chiarimenti su alcuni aspetti ritenuti fondamentali: le garanzie occupazionali per il personale del 118, il futuro delle postazioni territoriali, le responsabilità nella gestione di eventuali criticità operative e le modalità con cui verrà assicurato il controllo pubblico su un servizio considerato essenziale.

Nella nota viene inoltre sottolineato come il servizio di emergenza non debba essere considerato un semplice centro di costo, ma un presidio fondamentale del sistema sanitario regionale, che necessita di investimenti strutturali, personale stabile, formazione continua e una programmazione di lungo periodo.

SGB Calabria esprime anche critiche nei confronti delle organizzazioni sindacali che, secondo quanto riportato nel comunicato, avrebbero condiviso il percorso di riorganizzazione senza promuovere un confronto approfondito con i lavoratori. Una scelta che il sindacato giudica politicamente e sindacalmente rilevante, ribadendo la necessità di un dialogo preventivo e trasparente su ogni intervento che incida sull’organizzazione del servizio.

Tra le richieste avanzate figurano un piano straordinario di assunzioni, il rafforzamento delle postazioni territoriali del 118, investimenti sui mezzi e sulle tecnologie, maggiore trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche e un confronto costante con i rappresentanti dei lavoratori.

“L’SGB continuerà a sostenere gli operatori sanitari, gli autisti soccorritori, gli infermieri, i medici e tutti coloro che quotidianamente garantiscono il funzionamento del sistema dell’emergenza”, si legge nella nota, nella quale il sindacato conclude affermando che “la sanità pubblica non si salva cambiando il nome dell’ente che la gestisce, ma restituendo dignità ai lavoratori e garantendo ai cittadini un servizio efficiente, universale e realmente pubblico”.

Il comunicato si chiude con una presa di posizione che sintetizza la linea dell’organizzazione sindacale: “La salute è un diritto, non un business. Il 118 appartiene ai cittadini, non alle logiche della governance aziendalistica.”

Fonte Giancarlo Silipo, Sindacato Generale di Base 

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