Nel territorio di Lamezia Terme, gli olivicoltori si avvicinano al prossimo raccolto con un clima di forte preoccupazione. Alle ormai croniche difficoltà del comparto — prezzi dell’olio al di sotto dei costi di produzione, concorrenza sleale di prodotto estero, scarsa tutela della qualità e aumento generalizzato dei costi — si somma una criticità che incide direttamente sulla possibilità stessa di lavorare: le strade comunali interne che conducono agli oliveti sono in condizioni disastrose.
Vie rurali abbandonate da anni, segnate da buche profonde, avvallamenti e manti stradali compromessi, oggi ulteriormente peggiorate dai continui scavi effettuati da Enel. Interventi che, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, devono essere eseguiti con autorizzazione dell’ente proprietario della strada e con ripristino del suolo e del manto stradale nelle condizioni originali una volta completati i lavori.
In particolare, il Codice della Strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285) stabilisce che chi interviene sulle strade pubbliche deve ottenere preventiva autorizzazione per opere e cantieri stradali e osservare le prescrizioni imposte dall’ente (art. 21 C.d.S.), inclusa la sicurezza del traffico e il rispetto delle condizioni di circolazione durante i lavori. Inoltre, i concessionari e i gestori di servizi che interessano le strade (ad esempio reti elettriche, gas e telecomunicazioni) hanno l’obbligo di osservare tutte le condizioni imposte dall’ente proprietario per la conservazione della strada e la sicurezza della circolazione.
Nonostante ciò, denunciano gli agricoltori, i ripristini effettuati dopo gli scavi risultano approssimativi e talvolta superficiali, con rattoppi che non coincidono con un ripristino definitivo e a regola d’arte della sede stradale. Tali interventi, se non compiuti correttamente, non garantiscono sicurezza né durabilità e configurano una violazione degli obblighi di ripristino richiesti dalle autorizzazioni.
A rendere la situazione ancora più grave è la totale assenza di controlli effettivi da parte dell’ente comunale: nessun dirigente e nessun assessore ai Lavori pubblici — incarico che ad oggi risulta non nominato — effettuano verifiche puntuali sull’effettivo ripristino del manto stradale dopo gli scavi. Una mancanza che alimenta un sistema di fatto fuori controllo, dove chi interviene sulle strade pubbliche non viene chiamato a rispondere delle proprie responsabilità.
L’associazione degli olivicoltori lancia quindi un appello forte all’amministrazione comunale, chiedendo di farsi garante non solo nei confronti di Enel, ma di tutte le aziende che operano sul suolo pubblico, affinché vengano rispettate le regole, ripristinate le strade secondo le normative e tutelata la sicurezza di chi lavora.
Appello che viene accolto senza esitazioni da I Liberali di Lamezia Terme, che assumono una posizione netta:
«Vigileremo sulle responsabilità legate agli scavi Enel e di altri gestori di sottoservizi, denunciando pubblicamente questa situazione ormai insostenibile, e chiederemo formalmente l’accesso agli atti all’amministrazione comunale per verificare le procedure autorizzative, i capitolati dei lavori, i ripristini previsti e l’effettiva esecuzione degli interventi.
Non è più tollerabile che le campagne vengano abbandonate e che gli agricoltori siano costretti a danneggiare i propri mezzi per colpa di strade impraticabili. Prima dell’inizio della campagna olivicola la situazione deve essere riportata a uno stato quantomeno accettabile, e chi ha sbagliato dovrà assumersi le proprie responsabilità».
In un momento in cui l’olivicoltura lametina è già messa in ginocchio da una crisi economica profonda, l’abbandono infrastrutturale rappresenta l’ennesimo colpo a un settore strategico per il territorio. Senza strade sicure e controlli seri, ogni prospettiva di rilancio rischia di restare una promessa vuota.
Fonte I Liberali – Lamezia Terme





