Un accorato appello alla città e al territorio lametino ad “armonizzare le differenze”, a sentirsi “un’unica città”, a condurre insieme “la buona battaglia per il bene comune”, quello del vescovo di Lamezia Terme Mons. Serafino Parisi che, in Cattedrale, ha presieduto la celebrazione conclusiva della festa dei Santi Pietro e Paolo, Patroni della città e della diocesi lametina, durante la quale il sindaco Mario Murone ha rinnovato l’affidamento della comunità attraverso la consegna simbolica del plastico tra le mani di S. Pietro.
Partendo proprio dalla figura e dalla testimonianza dei due apostoli, “due personalità estremamente diverse tra loro eppure entrambe colonne della Chiesa che non potrebbe reggersi senza una delle due”, Parisi ha parlato del messaggio che “la solennità di oggi propone a credenti e non credenti: l’armonizzazione delle differenze. Non c’ è possibilità di schierarsi o con Pietro o con Paolo. La Chiesa mette insieme due figure completamente diverse perché attraverso entrambe il credente entra nella storia e serve la storia. Si serve la storia come ha fatto il Signore, che non è entrato nel mondo mostrando i muscoli, ma nella fragilità e ha manifestato dalla Croce la grandezza del suo progetto d’amore. La nostra esistenza deve fare i conti con i nostri limiti. Pensiamo a Pietro: ha rinnegato Gesù ma è il Signore stesso che lo ristabilisce nella fiducia per fargli capire che non è sulle sue qualità umane che si fonda la Chiesa, ma sulla misericordia che viene da Dio”.
Ecco quindi – ha proseguito il vescovo lametino – “lo stile con cui siamo chiamati a servire il mondo che è lo stile di Dio: non quello della prepotenza e della sopraffazione, ma quello della disponibilità e dell’apertura ai bisogni reali delle persone. Da qui occorre partire per costruire la nostra comunità, la polìs, la civitas, l’urbs fatta di strade e la città fatta soprattutto di persone e di relazioni”.
“Credo – ha rimarcato Parisi – che la grande zavorra di Lamezia sia l’incapacità strutturale di pensarsi come una città unica. Fin quando non ci sarà questa fusione d’intenti, saremo costretti a giocare con i nostri particolarismi, a perdere tempo con i campanilismi. Armonizzare le differenze significa per la nostra città fare davvero un passo avanti”.
Prendendo spunto dalla vicenda di Pietro, liberato dalle catene della prigionia, il presule ha ricordato come “il Signore, che ha distrutto le catene di Pietro, viene a rompere le catene che ci tengono prigionieri in questo nostro contesto sociale e culturale. A cominciare dalla grande catena della rassegnazione che è racchiusa in una parola: “ormai”. Ormai è la tomba dei progetti, la tomba delle speranze, la tomba di tutti i progressi. E’ il fatalismo, l’atarassia, che ci fa scaricare tutte le responsabilità sugli altri. Il Signore è venuto a rompere queste catene perché la salvezza operata da Dio in Gesù Cristo è un fatto concreto e si chiama liberazione. L’intervento di Dio nella storia dell’umanità ha come cifra distintiva la liberazione dalla schiavitù mentale e da tutte le forme di schiavitù culturale e sociale che ci tengono legati al passato e ci impediscono di guardare al futuro”.
E infine, dal vescovo di Lamezia, l’appello a “combattere anche noi, come Paolo, la buona battaglia. Paolo non parla di una battaglia qualsiasi, perché non tutte le battaglie sono buone: vale nella Chiesa, vale nella società civile. La buona battaglia è quella per il bene comune, che si affronta a partire dallo sguardo sugli ultimi. E’ la battaglia comune per rilanciare questo nostro territorio, per farlo andare avanti. Una battaglia da combattere insieme, pur nella differenziazione delle posizioni, tutti devono sentirsi interessati a fare prevalere non le beghe personali ma il bene di tutti e di ciascuno”.
“Da qui si vedrà – ha concluso Parisi – il senso del nostro essere nel mondo con la forza del Vangelo e con il nostro servizio a tutti quelli che ci stanno aspettando”. Alla celebrazione, animata dal coro Rorate Coeli Desuper diretto da Attilio Lorenti, hanno preso parte, oltre al sindaco e agli esponenti della giunta, le rappresentanze istituzionali della città ai diversi livelli, delle Forze dell’Ordine e delle associazioni. Dopo la Santa Messa, ha avuto luogo la processione dei Santi Patroni secondo il percorso tradizionale, culminato con il rientro in Cattedrale e la benedizione del Vescovo.
Fonte S.D. (Ucs Diocesi Lamezia Terme)









