“L’esempio del profeta Eliseo ci insegna che quando siamo con Dio, non ci perdiamo mai. Il Signore, nel momento opportuno, sa dare prova della sua presenza. E la prova della sua presenza è sempre l’amore che ha la sua manifestazione concreta in quel “bicchiere d’acqua fresca” dato al fratello che si trova in una situazione di necessità. L’amore di Dio passa attraverso il servizio che siamo chiamati a dare all’umanità”.
Così il vescovo di Lamezia Terme mons. Serafino Parisi in un passaggio dell’omelia nel corso della celebrazione eucaristica in Cattedrale, momento culminante della Giornata Diocesana insieme alle persone con disabilità, giunta alla seconda edizione.
Facendo riferimento alla liturgia della Parola della XIIIª domenica del tempo ordinario, il vescovo si è soffermato sulla vicenda di Eliseo accolto da una famiglia a Sunem “una famiglia che sceglie di fare spazio nella propria casa a un profeta, di mettersi a disposizione. Eliseo coglie la necessità di quella famiglia, il desiderio di avere un figlio. Ed è una frase che ritorna sempre nella storia della salvezza, una frase che esprime, al tempo stesso, la richiesta profonda dell’umanità e la capacità di Dio di comprendere il desiderio dell’uomo e di portarlo a compimento. Il Signore, attraverso l’esperienza del profeta, coglie la necessità dell’uomo e la esaudisce”.
“Per entrare nella logica dell’amore provvidente di Dio – ha proseguito Parisi – dobbiamo vincere ogni forma di chiusura, tutto ciò che è centrato sul nostro individualismo, e aderire alla logica che Gesù esprime nel Vangelo di oggi con queste parole: chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Mettiamo al primo posto l’amore con il quale Dio abbraccia l’intera umanità. Se noi mettiamo al centro della nostra vita la logica dell’amore paterno di Dio, avviene la trasformazione. A volte ci capita di dire: chi me la fa fare? Tutto questo è troppo pesante per me! Signore, provvedi tu perché io non ce la faccio più! Il Signore coglie questa fragilità e, laddove scopre ciò che per noi è povertà, supplisce entrando nella nostra storia di uomini con la sua ricchezza. E noi, nella nostra povertà, diventiamo capaci di fare ricchi gli altri con la ricchezza stessa di Dio”.
“A conclusione di questa giornata diocesana insieme alle persone con disabilità – ha concluso il presule – il Vangelo ci dà un’ indicazione fondamentale: il Vangelo vissuto come servizio è anzitutto la cura di coloro che sono più fragili, di coloro che hanno bisogno di noi. Alla fine scopriremo che siamo noi ad avvantaggiarci del nostro servizio ai più fragili perché la loro testimonianza di vita ci indica la strada dell’amore e della tenerezza. Il servizio agli ultimi ci fa uscire da noi stessi e ci fa mettere al primo gli altri e, quindi, l’Altro, il Signore Gesù”.
A conclusione del concerto dei Controvento, che si è tenuto sul Corso Numistrano, il Vescovo, ringraziando tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione della seconda giornata diocesana insieme alle persone con disabilità, ha dato appuntamento al 27 giugno del prossimo anno, confermando l’importanza di un evento diocesano che apre i momenti culminanti dei festeggiamenti in onore dei Santi Patroni Pietro e Paolo.
Fonte S.D. (Ucs Diocesi Lamezia Terme)








