“Come ogni estate, puntuale come un orologio svizzero o, per essere politicamente più precisi, come la cronica inefficienza di questa e della precedente Giunta comunale di centrodestra, Lamezia Terme si risveglia invasa dalle blatte. Un vero e proprio spettacolo di biodiversità
urbana, un inaspettato safari stradale offerto generosamente ai cittadini dalla nostra lungimirante amministrazione di centrodestra. La scienza e le normali prassi igienico-sanitarie ci insegnano che la deblattizzazione di tipo “larvicida” deve essere effettuata rigorosamente intorno al mese di febbraio. È in quel momento cruciale dell’anno, infatti, che si agisce in maniera preventiva per stroncare il problema alla radice ed evitare il disastro estivo. Eppure, per il centrodestra lametino, questo fondamentale appuntamento istituzionale è scivolato clamorosamente nel dimenticatoio. Forse i nostri solerti amministratori erano troppo impegnati a litigare per le poltrone, a pianificare rimpasti o a tagliare nastri, per ricordarsi di un dettaglio così fastidiosamente banale come la salute pubblica. Fatto sta che le larve hanno ringraziato sentitamente per questa cortese omissione, godendosi indisturbate i mesi primaverili”. E’ quanto scrivono Mariano Belmonte – coordinatore Commissione Sviluppo economico e attività produttive- e Rosamaria Scaramuzzino – coordinatrice Commissione Ambiente del PD di Lamezia Terme.
“Per chi, a differenza di chi ci governa, avesse una minima familiarità con il calendario biologico- aggiungono – , ricordiamo che le uova delle blatte vengono deposte tra marzo e aprile, per poi schiudersi in un tripudio di zampette tra giugno e agosto. Ed ecco la mossa geniale dell’amministrazione: attendere eroicamente che il problema diventi “adulto”. Tra la notte del 16 e il 19 giugno, abbiamo assistito all’imperdibile farsa della disinfestazione “adulticida”. Un intervento che definire tardivo è un complimento: è semplicemente inutile. Mentre la Giunta si compiace di aver abbattuto qualche esemplare cresciuto, sotto i nostri tombini e nelle fessure dei marciapiedi, milioni di uova continuano a schiudersi inesorabilmente. Il risultato? Tempo una sola settimana e saremo esattamente punto e a capo, invasi da nuove generazioni di blatte fresche e scattanti, pronte a colonizzare il centro cittadino. Complimenti vivissimi per la strategia! È un po’ come tentare di svuotare l’oceano con uno scolapasta…La cosa che più sconcerta, o che forse non stupisce affatto vista la caratura politica di questa maggioranza, è che stiamo assistendo all’esatta e deprimente replica del disastro già vissuto l’anno scorso. Stesso identico ritardo ingiustificabile, stesso identico errore da dilettanti allo sbaraglio, stessa identica invasione. La parola “programmazione” evidentemente provoca una grave reazione allergica alla destra lametina. L’invasione era ampiamente prevedibile- stigmatizzano i dem -, ma per prevenire bisogna quantomeno tenere gli occhi aperti e lavorare per il bene del territorio, anziché vivere alla giornata. A pagare il conto salatissimo di questa imbarazzante sciatteria amministrativa, come sempre, sono i cittadini e i commercianti lametini. Alcuni esercizi commerciali del centro, completamente abbandonati a se stessi, hanno dovuto provvedere a proprie spese alla deblattizzazione per poter garantire il decoro, la decenza e la salute pubblica all’interno e all’esterno dei loro locali. Senza contare le figuracce con clienti e turisti… A tutti gli esercenti va la totale, ferma e incondizionata solidarietà del Partito Democratico e di tutte le forze di centrosinistra”.
“È letteralmente inaccettabile che chi produce ricchezza, mantenendo vivo il cuore della nostra città e pagando tasse salatissime per servizi che si rivelano inesistenti, debba sostituirsi a un Comune assente, letargico e manifestamente incapace di badare all’ordinario. Se la Giunta non è in grado di gestire nemmeno un banale calendario delle disinfestazioni, ci chiediamo quali danni possa ancora fare. Lamezia merita di meglio di questo indecoroso teatrino”- concludono Mariano Belmonte e Rosamaria Scaramuzzino.




