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Scali calabresi, Taverna e Belmonte (Pd): “Lamezia scompare dai radar della governance strategica”

aeroporto lamezia 2

“Mentre Reggio Calabria vola grazie agli accordi commerciali e l’Italia del trasporto aereo viaggia a ritmi storici, lo scalo lametino rimane politicamente isolato e sotto il trend di crescita nazionale. Il paradosso di un Comune azionista ma assente- si legge in una nota congiunta di Taverna e Belmonte entrambi segretari del Pd Lamezia.

“Nei giorni scorsi – prosegue la nota- si è consumato un passaggio politico che fotografa alla perfezione l’attuale stato. Il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, insieme al Governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, si è recato direttamente al cospetto di Michael O’Leary, l’amministratore delegato di Ryanair. Sul tavolo, ovviamente, il potenziamento delle rotte e il consolidamento dello scalo reggino come hub strategico della compagnia low-cost. Una delegazione di peso e legittima per gli interessi del territorio reggino. Peccato che all’appello mancasse una figura fondamentale: il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, vertice dell’amministrazione della città che ospita l’aeroporto più importante e strategico dell’intera regione.

Il fatto assume i contorni del paradosso se si analizza l’assetto societario della Sacal SpA, la società che gestisce i tre aeroporti calabresi. Il Comune di Lamezia Terme è rimasto, infatti, l’unico ente locale della Calabria a detenere una quota azionaria diretta all’interno della società. Reggio Calabria e Crotone non possiedono quote dirette, eppure è la leadership reggina a dettare l’agenda dello sviluppo aereo calabrese, mentre Lamezia abdica al proprio ruolo di riferimento, scomparendo letteralmente dai radar della governance strategica.

Per comprendere quanto pesi l’assenza di una spinta politica adeguata, è sufficiente analizzare i dati ufficiali del traffico passeggeri dello scalo di Lamezia Terme nell’arco temporale che va dal 2018 al 2025. Una lettura superficiale potrebbe indurre all’ottimismo poichè lo scalo ha superato la barriera psicologica dei 3 milioni di passeggeri. Ma la realtà emerge chiara quando questi numeri vengono parametrati con l’andamento del mercato aeroportuale italiano nel medesimo periodo.
2018: Lamezia 2.756.211 | Italia 185.681.351
2019: Lamezia 2.978.110 | Italia 193.102.660
2020 (Covid): Lamezia 961.718 | Italia 52.925.822
2021 (Covid): Lamezia 1.706.699 | Italia 80.671.397
2022: Lamezia 2.625.535 | Italia 164.641.136
2023: Lamezia 2.838.441 | Italia 197.194.129
2024: Lamezia 2.978.110 | Italia 219.078.618
2025: Lamezia 3.049.594 | Italia 230.081.011

I calcoli percentuali non lasciano spazio a interpretazioni e risulta chiaro come Lamezia Terme sia pesantemente sotto il trend di crescita nazionale. Dal 2018 al 2025, il mercato totale in Italia è passato da 185,6 milioni a oltre 230 milioni di passeggeri, registrando un balzo complessivo del +23,9%. Nello stesso arco di tempo, l’aeroporto di Lamezia Terme è cresciuto da 2,75 milioni a 3,04 milioni di passeggeri, fermandosi a un +10,6%.

Se l’aeroporto di Lamezia Terme avesse agganciato la media di crescita nazionale (+23,9%), nel 2025 avrebbe dovuto registrare circa 3.415.000 passeggeri. All’appello mancano quasi 365.000 passeggeri, una perdita secca di competitività che si traduce in mancato indotto turistico ed economico per l’intera area centrale della Calabria.
Mentre lo scalo lametino arranca e vede contrarsi la propria quota di mercato nazionale (scesa dall’1,48% del 2018 all’1,33% del 2025), a pochi chilometri di distanza l’aeroporto “Tito Minniti” di Reggio Calabria vive un vero e proprio boom pianificato a tavolino dalla politica regionale. Nel 2022 lo scalo reggino registrava appena 365.000 passeggeri, nel 2025 ha sfiorato il traguardo storico del milione di passeggeri, mettendo a segno una crescita del +173% in soli tre anni.

Questo exploit dimostra che quando il governo regionale attiva leve finanziarie importanti (come l’abbattimento dell’addizionale municipale e massicci incentivi di marketing), i vettori rispondono e i passeggeri si spostano. Il problema non è lo sviluppo di Reggio Calabria, che rappresenta un valore per la regione, ma la totale passività di Lamezia Terme. Il peso specifico e l’attenzione della Sacal e della Regione si stanno progressivamente spostando verso sud, senza alcuna tutela strategica da parte dell’amministrazione comunale della nostra città.
C’è di più. Chiunque sbarchi nell’aeroporto più grande della Calabria si trova immerso in un non-luogo: non esiste alcuna promozione turistica o richiamo identitario formale alla città di Lamezia Terme. Lamezia è assente dall’aeroporto di Lamezia.

In definitiva, la domanda sorge spontanea: qual è il reale impatto del Comune di Lamezia nella gestione integrata degli aeroporti calabresi? Lamezia Terme resta a guardare”- concludono Taverna e Belmonte.

 

Fonte Domenico Taverna Pd Lamezia 

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