“Più leggo i comunicati dei tre dissidenti e più mi convinco che il vero problema non sia politico. Il vero problema è la comprensione del testo. Perché continuano a parlare di una vicenda che, carte alla mano, dimostra esattamente il contrario di ciò che sostengono. Proviamo allora a spiegare la questione come si farebbe a uno studente del primo anno”. Lo scrive l’ex sindaco di Maida, Galdino Amantea in relazione alla transazione tra il Comune di Maida e Lamezia Europa.
“Esistono DUE partite. Non una. Due- sottolinea – La prima riguarda gli anni dal 2010 al 2014. La seconda riguarda gli anni dal 2015 al 2024.
Fin qui dovrebbe essere semplice. La sentenza del Tribunale riguarda esclusivamente il primo periodo, cioè gli anni 2010-2014. Per quel periodo il Comune ottiene un riconoscimento di credito pari a 147.159,80 euro oltre interessi e spese. La transazione del 2024 prevedeva che quella somma venisse riscossa integralmente. Integralmente. Non al 90%. Non all’80%. Integralmente. E soprattutto prevedeva che il Comune incassasse quei soldi nel novembre del 2024. Ripeto: novembre 2024. Non dicembre 2027. Non dopo tre anni di ulteriori attese. Non dopo ulteriori procedure. Non dopo ulteriori incertezze. Nel novembre 2024. Questo è ciò che prevedevano gli atti. Basta leggerli. Riporto testualmente quello che prevedeva la transazione del 2024 su questo punto:
” ….SI STABILISCE E SI CONVIENE QUANTO SEGUE:
A) La Lamezia Europa s.p.a. si obbliga a versare al comune di Maida, entro il 30 novembre 2024, le somme per cui vi è detta condanna nella sentenza 283/2024 del Tribunale di Lamezia Terme, per un importo pari a quello riconosciuto e cioè complessivo di € 147.159,80 per i canoni delle annualità 2010-2014;
B) Le spese legali così come liquidate nella medesima sentenza ed aumentate degli accessori IVA e CPA in complessivi € 17.334,28………….
C) Lamezia Europa rinuncerà, cosi, alla proposizione dell’impugnazione nei confronti della citata sentenza”…..Gli stessi atti che oggi qualcuno cita senza evidentemente averli compresi”.
“Poi c’è la seconda partita- prosegue l’ex sindaco di Maida- Quella che i dissidenti fingono di confondere con la prima. Gli anni dal 2015 al 2024. Dieci annualità ulteriori. Per questo periodo il Comune aveva stimato un credito di 294.319,60 euro. Una cifra costruita prendendo come riferimento quanto riconosciuto dal Tribunale per il periodo precedente e proiettandolo sulle annualità successive. Ma qui c’è un dettaglio che evidentemente sfugge ai grandi esperti dell’ultima ora. Quei 294 mila euro non erano stati riconosciuti da alcun giudice. Zero.
Nessuna sentenza. Nessun titolo definitivo. Nessuna certezza di incasso. Per recuperare quelle somme sarebbe stato necessario iniziare una nuova causa. Con nuovi avvocati. Nuovi costi. Nuovi tempi. Nuovi rischi. Nuove eccezioni. E persino la concreta possibilità che venissero sollevate questioni di prescrizione su parte delle annualità richieste. Per questo motivo si arrivava a una transazione di circa 206 mila euro.
Ed è da qui che nasce la differenza di circa 88 mila euro. Non da una rinuncia al credito riconosciuto dalla sentenza. Non da uno sconto sui 147 mila euro. Non da un regalo a qualcuno. Ma da una valutazione prudenziale su una partita completamente diversa e ancora tutta da discutere in giudizio. Sono due concetti talmente elementari che stupisce doverli spiegare ancora. Ma evidentemente è necessario. Perché il dato più divertente di tutta questa storia è un altro. La nuova transazione che viene oggi agitata come una clava contro quella del 2024 riguarda proprio il credito derivante dalla sentenza relativa agli anni 2010-2014. Esattamente gli stessi anni. Esattamente lo stesso credito.
Esattamente la stessa base giuridica. In pratica stanno utilizzando un documento che conferma la correttezza dell’impostazione che contestano. Un capolavoro. È come presentarsi in tribunale con la prova che dimostra la tesi dell’avversario e pretendere pure di aver vinto.
E qui ogni cittadino dovrebbe fermarsi un attimo a riflettere- evidenzia Galdino Amantea – . Se dopo mesi di comunicati, conferenze, interviste e polemiche non sono riusciti a distinguere una sentenza relativa al 2010-2014 da una trattativa riguardante il 2015-2024, con quale autorevolezza possono impartire lezioni amministrative? Se non riescono a distinguere un credito certo da un credito presunto, un incasso immediato da un contenzioso futuro, una sentenza da una stima, come possono pretendere di spiegare ai cittadini ciò che è accaduto?
La realtà è molto più semplice delle loro ricostruzioni. Nel 2024 il Comune avrebbe incassato integralmente il credito riconosciuto dal Tribunale. Nel 2024. Non nel 2027. La differenza di circa 88 mila euro riguardava esclusivamente le annualità 2015-2024, non coperte da alcuna sentenza e soggette a tutte le incertezze di un nuovo giudizio. La nuova transazione non smentisce questi fatti. Li conferma. Inoltre la transazione del 2024 prevedeva per ogni singolo anno il pagamento dei canoni pari a circa € 29.500,00 a partire dal 31 agosto 2025.
E forse è proprio questo che rende tanto difficile spiegare ai cittadini le ragioni di certe dimissioni. Perché quando si prova a trovare giustificazioni negli atti amministrativi, bisognerebbe almeno avere l’accortezza di scegliere atti che non raccontino la verità opposta”- conclude l’ex sindaco di Maida.




