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Futuro Nazionale in Consiglio, Vitale, Muraca, Serratore: «Si apre un nodo politico che Murone deve chiarire»

vitale muraca e serratore pp

Non tarda ad arrivare la netta posizione dei capigruppo di opposizione Annita Vitale (Azione), Bernadette Serratore (Per Vivere Bene) e Fabrizio Muraca (Partito Democratico).

“Prendiamo atto della nascita del gruppo consiliare ‘Futuro Nazionale’ e dell’adesione dell’area riconducibile all’On. Furgiuele al progetto del generale Roberto Vannacci. Ci sorprende il modo con cui il Sindaco Murone e gli esponenti interessati hanno liquidato la questione sostenendo che nulla cambia e che vi sia piena continuità con il percorso fin qui intrapreso. Tale posizione appare ancora meno convincente alla luce delle dichiarazioni rese dagli stessi promotori di Futuro Nazionale, i quali hanno affermato pubblicamente che questo percorso sarebbe stato condiviso e accompagnato dal Sindaco già da tempo. Se così fosse, non ci troveremmo di fronte a una semplice scelta maturata autonomamente da una componente della maggioranza, ma a una evoluzione conosciuta e politicamente avallata dal primo cittadino.

Al contrario – scrivono Vitale, Serratore e Muraca – riteniamo che si sia aperto un nodo politico che merita una risposta chiara. Durante la campagna elettorale Mario Murone si è presentato come il riferimento di una proposta civica, moderata e inclusiva. Non a caso, insieme a Forza Italia, ha promosso pubblicamente il progetto “Lamezia Terme città inclusiva”, fondato sui temi della partecipazione, dell’inclusione sociale, della diversità, della coesione della comunità, dei diritti umani e dell’attenzione verso le fragilità.

Per questo non può essere considerata irrilevante la scelta di una componente significativa dell’alleanza, che ne ha sostenuto l’elezione, di aderire a un progetto politico che si caratterizza per posizioni, linguaggi e riferimenti culturali profondamente diversi da quelli moderati originari della coalizione e che, anche a livello nazionale, hanno generato ampie perplessità ben oltre i confini dell’opposizione. Il tema non è la libertà dei singoli di compiere questa scelta, che nessuno mette in discussione. Il tema è la sua compatibilità con il progetto presentato agli elettori e con l’identità che il Sindaco ha proposto alla città.

Proprio per questo ci saremmo aspettati un’assunzione di responsabilità più netta. Chi decide di aderire a un percorso così marcatamente caratterizzato da posizioni divisive avrebbe dovuto rimettere a disposizione incarichi amministrativi e ruoli istituzionali, consentendo una corretta e trasparente verifica politica all’interno della maggioranza. È troppo semplice sostenere che nulla cambia. In politica – continuano i capigruppo di opposizione – le scelte contano e producono sempre delle conseguenze. Non sorprende che, ancora una volta, i partiti della maggioranza scelgano la strada del silenzio. Una postura che rischia di apparire come una forma di tacita sottomissione politica, rinunciando a esercitare quel ruolo critico e autonomo che gli elettori si aspettano dai propri rappresentanti. Chi tace di fronte a scelte che incidono sull’identità e sulla direzione politica della città finisce inevitabilmente per condividerne la responsabilità. Ci aspettiamo una presa di posizione da parte delle forze moderate che sostengono l’Amministrazione. Il silenzio su una scelta di questa portata, politica e culturale, rischia di essere interpretato come una sostanziale condivisione. Anche per questo riteniamo naturale e ineludibile una verifica interna alla maggioranza.

Non possiamo – scrivono Vitale, Serratore e Muraca – non rilevare che l’adesione a Futuro Nazionale arriva in un contesto già segnato da forti tensioni istituzionali tra amministrazione, dirigenti, organizzazioni sindacali e Segretaria Generale. Protagonisti di questa nuova collocazione nel partito di Vannacci sono gli stessi esponenti politici che nelle ultime settimane sono stati al centro del dibattito cittadino.

Per questo sarebbe superficiale considerare quanto accaduto come una semplice vicenda di appartenenza. Le scelte politiche contribuiscono a definire un metodo, un linguaggio e una cultura di governo. Ed è legittimo chiedersi se non stia emergendo una visione fondata sulla contrapposizione permanente, distante da quel modello di dialogo, equilibrio e inclusione che il Sindaco aveva predicato come tratto distintivo della propria esperienza amministrativa. La politica produce conseguenze. E quando una componente dell’alleanza di governo sceglie di identificarsi con posizioni così chiaramente caratterizzate, il compito di chi guida la città non è minimizzare, ma – chiosano Vitale, Serratore e Muraca – spiegare ai cittadini se quella scelta sia coerente o meno con il mandato ricevuto e con la visione di città proposta durante la campagna elettorale.”

 

I Capigruppo di Azione, Per Vivere Bene, Partito Democratico

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