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Crisi interna e dimissioni in toto dei vertici di Cittadinanzattiva e TDM

Progetto senza titolo (5)

Il 28 Maggio 2026 alle ore 17,30 nei locali di via Scaramuzzino, in seconda convocazione, si è svolta l’assemblea territoriale di Cittadinanzattiva Lamezia Terme per trattare due punti all’ordine del giorno: Rilascio sede di Cittadinanzattiva di via Scaramuzzino (Lamezia terme) per mancata stipula protocollo d’intesa con ASP CZ; Dimissioni del segretario territoriale e del responsabile del TdM dall’organizzazione.

Nella circostanza è intervenuto Felice Lentidoro in qualità di Coordinatore Territoriale di Cittadinanzattiva Lamezia Terme che ha informato i presenti sui fatti maturati in questa fase della vita dell’organizzazione e che hanno portato alla convocazione urgente dell’assemblea territoriale; in particolare alle ragioni oggettive che hanno causato la perdita dei locali siti in via Scaramuzzino.

 

Per quanto riguarda la visita della Guardia di Finanza alla sede, malgrado la volontà del segretario regionale di far passare l’idea di un uso improprio o addirittura scorretto dei locali, Lentidoro precisava che, alla sua richiesta di chiarimenti agli agenti, intervenuti anche presso l’associazione micologica che occupa il piano superiore, gli è stato risposto che si trattava di una semplice ricognizione dei locali di proprietà degli enti pubblici, in questo caso l’ASP, concessi alle varie organizzazioni di volontariato. Lentidoro proseguiva facendo riferimento alla comunicazione dell’U.O.C. Gestione Tecnico patrimoniale dell’ASP di Catanzaro, inviata alla nostra Associazione tramite P.e.c. di Fiore isabella, avente in oggetto: “Regolarizzazione utilizzo locali aziendali- richiesta di attivazione procedura per stipula protocollo d’intesa”.

 

Va da sé, proseguiva Lentidoro, che tale invito di procedere al rinnovo della stipula di concessione dei locali in comodato d’uso gratuito, se vi fossero stati elementi di un uso precedente improprio o addirittura scorretto, l’ASP di Catanzaro non l’avrebbe presa in considerazione. In virtù di tale richiesta è stata fatta dai volontari del TDM una ricerca di documenti risalenti agli atti di concessione dei locali; atti che
Lentidoro inviava personalmente al Segretario Regionale perché in qualità di rappresentante legale di Cittadinanzattiva si attivasse con l’U.O.C. Gestione Tecnico patrimoniale dell’ASP di Catanzaro per procedere alla stipula del protocollo d’intesa. Nulla di tutto questo è stato preso in considerazione dal segretario regionale nonostante avesse usufruito egli stesso dei locali per gli incontri del Direttivo Regionale compreso l’ultimo tenuto nel corrente anno. Fa eccezione la riunione del Direttivo tenuta nel 2023 in un locale della cittadella regionale. L’uso stesso e reiterato nel tempo dei locali di Lamezia Terme, da parte del Segretario Regionale, ne ha legittimato l’uso e la mancata stipula del protocollo d’intesa, per il comodato d’uso dei locali di via Scaramuzzino, è stato un atteggiamento incomprensibile di vuoto di responsabilità.

 

Infine, in data 12/05/2026 ci è pervenuta la richiesta, da parte del sopra citato Ufficio, di rilascio dei locali siti in via Scaramuzzino; una sede storica e un riferimento logistico indispensabile venuto meno ad una comunità che ha sempre avuto in Cittadinanzattiva Lamezia un punto di approdo per la socializzazione dei propri bisogni. Lentidoro concludeva affermando di sentirsi profondamente mortificato, amareggiato e deluso dall’epilogo di questa vicenda dopo decenni di volontariato in Cittadinanzattiva; ragione per la quale, unitamente alla palese ostilità del segretario regionale e alla consapevole disattenzione della segreteria Nazionale, dichiarava l’intenzione di voler presentare le sue dimissioni dall’incarico di Coordinatore territoriale e da Cittadinanzattiva.

 

Interveniva Fiore Isabella, Responsabile del Tribunale per i Diritti del Malato per segnalare che, in riferimento alla vicenda dello sfratto dalla sede di via Scaramuzzino, è fuori da ogni dubbio la responsabilità del rappresentante legale che ha omesso di stipulare con l’azienda il protocollo d’intesa. Omissione che lede, e non poco, i cittadini che in quella sede trovavano utili informazioni e qualche risposta ai propri bisogni. Anche Isabella, come Felice Lentidoro, si dichiarava fortemente deluso e amareggiato. Dopo più di 5 anni di onorato volontariato, finiva così il suo impegno allo sportello del Tribunale per i Diritti del Malato dell’ospedale “Giovanni Paolo Secondo”.

 

Si dichiara convinto che l’attivismo dei volontari del TDM, e l’interesse mediatico, abbiano dato molto fastidio a quei poteri regionali che preferiscono al dissenso il silenzio acritico. Affermava di avercela messa tutta trascurando anche gli impegni e gli affetti personali. Ringraziava, infine, le compagne e i compagni di questo percorso di volontariato per la generosa collaborazione mai interrotta, neanche nella fase del Covid, anche quando attivata da remoto. In conclusione, presentava le sue irrevocabili dimissioni da Responsabile del TDM e da Cittadinanzattiva. Successivamente alle dimissioni del coordinatore territoriale e del responsabile del Tdm dichiaravano l’intenzione di presentare le proprie dimissioni, formalizzate nei giorni successivi, altri 14 iscritti.

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