News

Lamezia, «Non di solo pane vive l’uomo»: il messaggio del vescovo Serafino Parisi per il Corpus Domini

06b8f8c1-c2c4-40e8-9356-b996426e0686_2 (1)

“Quando noi mangiamo quel pane e beviamo quel calice, stiamo mettendo dentro la nostra esistenza la logica stessa di Dio che è quella della comunione, dell’amore che si realizza pienamente quando non è trattenuto per sé, ma è invece consegnato agli altri”. Questo uno dei passaggi centrali dell’omelia che il vescovo, monsignor Serafino Parisi, ha pronunciato ieri sera nel corso della Santa Messa per la solennità del Corpus Domini.

 

 

“Un amore – ha aggiunto il Vescovo – che non viene da me, ma è un amore che mi supera, mi investe e coinvolge anche gli altri. Ecco l’Eucarestia: ringraziare il Signore perché mette dentro la nostra carne, ci fa metabolizzare, il corpo di Cristo che è un corpo donato per amore” in quanto “la vita piena del Cristiano si realizza quando è donata per gli altri” ed “alla fine della vita si ricorderanno di noi per qualche cosa, ma non dimenticheranno mai i segni della comunione, della carità, dell’amore condiviso. Non ci dimenticheranno mai. In fondo, Gesù lo ricordiamo per la morte che è vita donata e la resurrezione che è vita piena, condivisa”.

 

“Io, allora – ha proseguito monsignor Parisi -, auguro a tutti noi di poter vivere così l’Eucarestia, la messa, la comunione: come impegno a soddisfare, in chi ne ha bisogno anche la fame nel corpo, ma non solo quella. C’è quella fame di dignità, di giustizia, di carità, di amore di pace che tutti noi dobbiamo impegnarci ad accogliere ed a non trattenere per noi, ma donare agli altri. E la santa Messa, l’Eucarestia è il mistero della comunione”.

 

Partendo dalla parola “pane” presente nelle letture del giorno, nella sua riflessione, monsignor Parisi, ha sottolineato che “anche per noi ‘pane’ non è soltanto l’indicazione di quel cibo che non può mai mancare sulle nostre mense. Il pane è una parola evocativa perchè richiama il frutto del lavoro, dell’impegno, del sacrificio”. Da qui l’interrogativo: “Verso quale orizzonte di vita, verso quale senso della vita noi ci incamminiamo? Perché – ha detto ancora il Vescovo – c’è un pane che soddisfa soltanto una dimensione che è fondamentale, importante, ma è il minimo che una vita chiede e noi sappiamo che oggi c’è gente che ancora urla per avere il minimo della vita, il pane, proprio quello materiale, ma c’è bisogno anche di un altro pane: ‘Il pane vivo e vero è il mio corpo dato per voi’”.

 

“Sangue versato e corpo donato – ha detto monsignor Parisi – dicono che noi dobbiamo fare la comunione perché ci nutriamo di quel corpo che non soddisfa soltanto gli spasmi della fame, come per alcuni accade, ma soddisfa anche quella voglia di senso, quel di più che noi gridiamo con la nostra vita e dobbiamo anche gridare per la vita di tutti perché quella comunione ad una vita piena eterna, segno dell’eternità di Dio, possa essere la vita vera e condivisa”.

 

Da qui l’interrogativo: “Quale vita vogliamo vivere: quella semplicemente prosaica della quotidianità, che tutti quanti dobbiamo necessariamente interpretare ed affrontare? Oppure c’è anche altro perchè ‘non di solo pane vive l’uomo’”?

 

 

Al termine della Santa Messa, celebrata nel santuario di Sant’Antonio, alla presenza di associazioni di volontariato che si occupano di assistenza agli ammalati ed alle persone fragili, autorità civili e militari, è partita la processione che ha attraversato alcune strade cittadine prima di giungere in Cattedrale dove, prima di impartire la benedizione, monsignor Parisi ha voluto ringraziare i presenti ed il “Signore – ha detto – per la testimonianza che ci ha dato da vivere per alcune strade della nostra città a voler significare che in ogni strada, in ogni via, in ogni quartiere, in ogni casa, in ogni famiglia della nostra città, della nostra Diocesi, di tutto il nostro territorio non deve mai mancare questo pane lievitato con segni di eternità perché questo è il pane vivo che sfama la fame vera dell’uomo”.

 

 

 

 

Fonte Ufficio Stampa Vescovo Lamezia Terme

 

 

Correlati

Condividi su:

Facebook
WhatsApp
Email
Threads