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Lamezia, calato il sipario sulla quinta edizione di “Ormeggi- Festival-Letterario”

Flavia Carlini e Caterina Caparello2

Quattro diverse presentazioni hanno caratterizzato l’ultima giornata di “Ormeggi-Festival letterario” la cui quinta edizione, andata in scena al Chiostro Caffè Letterario in piazzetta San Domenico a Lamezia Terme, ha chiuso i battenti. Ad aprire la serie di incontri è stata Flavia Carlini, divulgatrice e attivista politica che, dialogando con Caterina Caparello, ha presentato il suo libro edito da Sem “Uomo morto non mente. La notte più oscura della Repubblica”. (foto sopra) Basandosi su un attento lavoro documentaristico, Flavia Carlini getta nuova luce su una delle pagine più enigmatiche della nostra Repubblica. “Uomo morto non mente è un romanzo-inchiesta, un thriller politico che affonda le radici nella storia italiana degli anni Settanta. Ambientato nel periodo turbolento del tentato golpe del Principe Borghese, il libro racconta la discesa nell’eversione di Lucrezio Fiorenzo Amodio, giovane calabrese deciso a rovesciare la democrazia. È il racconto del colpo di Stato permanente che ha accompagnato l’Italia come rumore bianco: un golpe che viene raccontato come fallito, eppure capace di definire equilibri, dettare rapporti di forza, plasmare la politica e modellare il tempo avvenire.

A seguire è toccato a Martina Marchiò, infermiera di Medici Senza Frontiere e nota su Instagram come “Infermiera Zen”. Reduce da una missione umanitaria nella Striscia di Gaza, Martina Marchiò racconta la sua esperienza nel suo libro “Brucia anche l’umanità. Diario di un’infermiera a Gaza” edito da Infinito Edizioni. Dialogando con Chiara Scalise di Emergency, l’autrice racconta in maniera cruda i suoi due viaggi nella Striscia, settimane e mesi nelle quali ha visto con i suoi occhi l’orrore e provato, pur senza i mezzi necessari, a porre in qualche modo rimedio. Dallo sprone dei colleghi palestinesi che le hanno chiesto di raccontare, forte del privilegio di essere un operatore internazionale, tutto quello che ha visto e vissuto, alla paura per la sua vita e quella della gente che ha incontrato, fino ai timori per quello che un’esperienza tanto traumatica può lasciare nella mente e nel cuore. Una storia vera e cruda che ha il sapore della lotta, della sopravvivenza e del coraggio di chi sceglie di essere in prima linea. Uno sguardo reale su uno spaccato di mondo tanto discusso e dibattuto, che prende vita grazie al racconto quotidiano e alle storie di chi, nonostante abbia perso tutto, continua a lottare.

Diverso dagli altri il terzo appuntamento di giornata, quello relativo alla presentazione del libro “Fascinazione criminale. Autoetnografia di un ex camorrista” edito da Rubbettino, di Catello Romano. L’autore, ex killer del clan camorristico D’Alessandro, sconta una pena all’ergastolo comminatagli dopo aver confessato, nella tesi di laurea autobiografica conseguita sempre in carcere, gli omicidi che aveva commesso. Tesi divenuta poi libro.  L’autoetnografia altro non è che un metodo di ricerca qualitativa in cui l’autore usa l’auto-riflessione e la scrittura per esplorare la propria esperienza personale, collegandola a significati e dinamiche culturali, sociali e politiche più ampie. La marginalità come condizione e non come alibi, la delinquenza come fascinazione e non come trappola, la scrittura come autoterapia e non come esercizio letterario: sono queste le tre strutture intorno alle quali Catello Romano ricostruisce, con il piglio del narratore e la precisione del chirurgo, la propria adesione alla malavita organizzata. Romano attraversa gli anni della propria infanzia e dell’adolescenza selezionando le vicende che hanno fatto contemporaneamente da sfondo e da detonatore alle scelte che lo hanno condotto all’adesione alla camorra e poi, appena diciottenne, a una rocambolesca latitanza e infine all’arresto.  A causa della detenzione dell’autore nel carcere di Parma, a presentare il libro, davanti al pubblico di Lamezia, sono stati Charlie Barnao, relatore della tesi scritta da Romano, Giorgia Gargano e Carlo Petitto.

Ultimo appuntamento di serata e della quinta edizione di Ormeggi, è stato la presentazione del libro della Psicologa Cruda “Torno subito (forse). Una storia dentro e fuori da stanza di terapia” edito da Magazzini Salani. Il romanzo racconta la storia di una donna in carriera, abituata a viaggiare di continuo per lavoro e ad essere impeccabile e all’altezza di ogni situazione. Nel corso di un viaggio in aereo viene colta da un attacco di panico che fa fatica a gestire e che la induce ad indagare sulle origini di un improvviso stato di ansia che tornerà a bussare alla porta della sua mente in diverse occasioni che seguiranno l’episodio in questione. Ad aiutarla a fare chiarezza sulle origini di questa emozione nei confronti della quale emerge disagio e la paura di non riuscire a controllarla sarà un percorso di psicoterapia che intraprenderà nei confronti del quale sarà incoraggiata dalla sua amica Emma. Inaspettatamente a supportarla e invogliarla a prendersi cura del suo benessere ci sarà anche Nico, il collega che aveva sempre reputato noioso ma che lei imparerà a conoscere sotto nuove sfaccettature guadagnandosi la sua fiducia. Improvvisando una sorta di seduta dallo psicologo, l’autrice è riuscita a coinvolgere e appassionare tutti i presenti, invitandoli ad interpretare il ruolo dello specialista.

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