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Luca Mendicino, concluso il percorso di disassuefazione a Rivolta d’Adda: proseguirà le cure a Soverato

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Prosegue il delicato e complesso percorso sanitario di Luca Mendicino, il 42enne calabrese affetto da una grave cirrosi epatica complicata da encefalopatia porto-sistemica, diabete mellito di tipo 2, varici gastriche e importanti problematiche metaboliche che negli ultimi mesi hanno richiesto numerosi accessi ospedalieri, monitoraggi specialistici e interventi sanitari continui.

Nelle scorse settimane Luca era stato trasferito presso il Centro Alcologico di Rivolta d’Adda, struttura pubblica di riferimento nazionale per la cura e la riabilitazione delle dipendenze patologiche, dove ha affrontato il percorso di disassuefazione dall’alcol seguito dal Prof. Cogrossi e dalla sua équipe multidisciplinare.

Un percorso tutt’altro che semplice, affrontato in un quadro clinico estremamente fragile e caratterizzato da precedenti episodi di crisi convulsive, alterazioni neurologiche, encefalopatia epatica, instabilità metabolica e progressivo peggioramento della funzionalità epatica.

Durante il ricovero presso Rivolta d’Adda, il quadro clinico del paziente ha richiesto ulteriori approfondimenti specialistici di natura gastroenterologica ed epatologica, tanto da rendere necessario il trasferimento presso il reparto di Gastroenterologia dell’Ospedale di Crema, dove Luca è stato sottoposto a specifici accertamenti e procedure terapeutiche.

La complessità della situazione sanitaria è stata seguita costantemente anche dal Generale Antonio Battistini, Commissario Straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, che ha mantenuto nelle ultime settimane continui contatti con i professionisti coinvolti nel percorso di cura del paziente.

Nella giornata di ieri, il Generale Battistini ha avuto un confronto diretto con il Prof. Cogrossi per valutare il prosieguo del percorso terapeutico di Luca e individuare la soluzione clinica più adeguata alle sue attuali condizioni di salute.

Dal confronto tra i professionisti è emersa la necessità di un ulteriore approfondimento specialistico in ambito epatologico, motivo per cui è stato concordato il trasferimento del paziente presso il reparto di Epatologia di Soverato, coordinato dal Professore Caroleo, centro altamente specializzato nella gestione delle patologie epatiche avanzate e delle relative complicanze.

Luca arriverà a Soverato nella serata odierna, dove continuerà il proprio percorso terapeutico sotto stretta supervisione medica specialistica, con l’obiettivo di stabilizzare il quadro clinico generale, monitorare le complicanze epatiche e garantire continuità assistenziale in una fase particolarmente delicata del decorso della malattia.

Secondo quanto emerso nel corso degli ultimi accertamenti sanitari, il quadro clinico del paziente continua infatti a presentare elementi di elevata fragilità, tra cui:

cirrosi epatica avanzata;

encefalopatia porto-sistemica;

varici gastriche;

diabete mellito;

alterazioni metaboliche;

tachicardia;

episodi convulsivi;

importante compromissione generale dello stato di salute.

La vicenda di Luca Mendicino evidenzia ancora una volta quanto sia fondamentale il lavoro integrato tra servizi territoriali, strutture ospedaliere, specialisti epatologi, servizi per le dipendenze, équipe multidisciplinari e istituzioni sanitarie.

Nel percorso di presa in carico del paziente sono stati coinvolti il SerD di Lamezia Terme, il Centro Alcologico di Rivolta d’Adda, l’Ospedale di Crema, il reparto di Epatologia di Soverato e diversi professionisti sanitari che stanno collaborando per garantire un percorso terapeutico continuo e adeguato alla gravità della situazione clinica.

Particolarmente apprezzato, in queste settimane, il ruolo svolto dal Generale Antonio Battistini, che ha seguito personalmente l’evolversi della situazione sanitaria del paziente, favorendo il dialogo tra strutture e specialisti e contribuendo concretamente alla costruzione di una rete assistenziale capace di evitare interruzioni nel percorso di cura.

Il caso di Luca dimostra quanto le dipendenze patologiche, soprattutto quando associate a gravi patologie internistiche ed epatiche, richiedano approcci complessi, multidisciplinari e fortemente integrati, nei quali la continuità terapeutica e il coordinamento tra i servizi rappresentano elementi fondamentali.

Nonostante la gravità del quadro clinico, il percorso terapeutico di Luca continua oggi all’interno di strutture altamente specializzate, con il supporto di professionisti impegnati a garantire le migliori possibilità di cura, monitoraggio e stabilizzazione clinica.

 

 

Fonte Loris Cario – Amministratore di Sostegno del Sig. Luca Mendicino

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