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Fiore Isabella lascia Cittadinanza attiva e il Tribunale per i diritti del Malato: il saluto a volontari e utenti

Fiore Isabella

“Carissimi cittadini utenti, avrei voluto trasmettere ad ognuno di Voi , uno per uno, una nota, magari filtrata dagli amici dell’URP,  di risoluzione di un vostro problema segnalato allo sportello del nostro Tribunale per i diritti del Malato: una visita specialistica o un accertamento strumentale, previsto per tempi remoti, e chissà dove, anticipato a domani; una presa in carico tempestiva nel Pronto Soccorso che, anche nel rispetto del codice cromatico, riesca ad attenzionare le paure di chi, forse, potrebbe curare un mal di pancia  con una tisana o con una tazza di camomilla. Potrebbe andar così, ma potrebbe anche finire come nello sciagurato epilogo del commediografo francese (Molière) che morì sulla scena del “Malato immaginario” oppure, molto più tragicamente, spegnerci nelle nostre case per un’ambulanza che non arriva in tempo e se arriva è sprovvista di un medico attrezzato per affrontare l’emergenza.

Ma, a prescindere da questo, Vi scrivo per informarVi che da lunedì 1 Giugno 2026, dopo più di 5 anni di onorato volontariato, finisce il mio impegno allo sportello del Tribunale per i Diritti del Malato dell’ospedale “Giovanni Paolo Secondo. Colgo l’occasione per ringraziarVi del dono che ci avete fatto (a me come responsabile dello sportello e ai tanti amici volontari di Cittadinanza attiva che vi si sono avvicendati) di renderci capaci di farci carico delle Vostre preoccupazioni e paure a fronte di un servizio sanitario nazionale pubblico in graduale e temo irreversibile depauperamento. Avrei personalmente voluto rinfrancarvi dalla sfiducia verso la sanità di tutti, ma le decine e decine di vostre segnalazioni, ahimè, non hanno sortito quell’attenzione necessaria per sancire una comunicazione operatori – utenza degna di questo nome e foriera di qualche anelito di speranza.  Abbiamo cercato di dare voce alle vostre, troppo spesso, disperate implorazioni trasferendole sistematicamente a chi di dovere che avrebbe quantomeno dovuto educatamente rispondere. Abbiamo interessato le testate giornalistiche disponibili a darvi e a darci voce ma non sempre ci siamo riusciti.  Abbiamo fatto quello che potevamo, ed io in primis, per non lasciarVi soli; oggi ci accorgiamo che anche noi siamo rimasti soli! Chi, più in alto di noi, avrebbe dovuto incoraggiarci a proseguire nel nostro cammino ci ha liquidati come “grilli parlanti”.

E mentre i potenti spostano le montagne per spalancare le porte alle aristocratiche pretese, i “poveri Christi” di questa Terra non hanno neppure la diligenza per attraversare le pianure.  Quando iniziai la mia esperienza allo sportello del TDM di Cittadinanzattiva nella nostra città, uscito abile ed arruolato, e non solo vivo, da un delicatissimo intervento di neurochirurgia, avevo preso l’impegno, superata la mia, di prendermi cura delle altre disperazioni. L’ho fatto finché ho potuto ma, oggi, con giustificata tristezza, lascio il campo a chi pensa che il silenzio acritico valga più delle parole. Un abbraccio a Voi e a Cittadinanzattiva territoriale, per il sostegno e la fiducia alla mia persona”.

 

Fonte Fiore Isabella

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