“Ma che ne sanno queste sorde Istituzioni di quelle mamme che nelle prossime settimane non potranno neanche lavare i figli in carrozzina, perchè senza supporto dell’OSS non riescono ad alzarli, tenerli e lavarli nella doccia? Di quelle famiglie in cui i genitori dovranno usufruire di permessi, quando consentito dai datori di lavoro, per assistere il proprio figlio con disabilità rimasto senza assistenza? Delle routine dei ragazzi autistici scombinate letteralmente dalla sospensione del servizio? Di quelle persone anziane che hanno un pò conforto giornaliero grazie alla presenza e all’aiuto degli Assistenti domiciliari? Non ne sanno nulla…questo è il punto”- Lo si legge in una nota stampa.
“La sospensione dell’assistenza domiciliare, che avrà luogo lunedì 1 giugno 2026, per 42 persone con disabilità residenti nell’ Associazione Temporanea di Scopo (ATS) di Lamezia Terme rappresenta un fatto gravissimo, che lascia famiglie e ragazzi privi di sostegni essenziali e 28 operatori, che quotidianamente si occupano di loro, senza un lavoro, per un tempo che ad oggi risulta indefinito, per alcuni addirittura indeterminato. La notizia di tale sospensione – viene stigmatizzato – arriva con 3 giorni di preavviso attraverso i Referenti della Cooperativa Adiss Multiservice, che gestisce il servizio, senza alcuna comunicazione ufficiale da parte del Settore Servizi alla persona, della Dirigente o dell’Assessore, che alla data odierna risulta ancora il Sindaco Murone. Ma la cosa più grave è che tali interventi risultano già inseriti in decine di ‘progetti di vita’, strumenti che la normativa nazionale riconosce come diritti esigibili e non come prestazioni discrezionali dell’amministrazione. Badate bene: DIRITTI ESIGIBILI, NON PRESTAZIONI A DISCREZIONE. La Legge delega e il Decreto Legislativo n. 62/2024 hanno infatti introdotto il principio del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, fondato sull’autodeterminazione della persona con disabilità, sulla continuità dei sostegni e sull’obbligo per gli enti pubblici di garantire interventi adeguati e coordinati. Badate bene: OBBLIGO DI GARANTIRE, NON DISCREZIONALITA’. Se poi aggiungiamo che la giurisprudenza ha più volte affermato che i diritti fondamentali delle persone con disabilità non possono essere compressi per mere ragioni organizzative o finanziarie- si aggiunge – allora diventa davvero incomprensibile come questo sia potuto accadere.
“Eppure nei mesi scorsi insieme ad altre Associazioni che si occupano di disabilità – dice Annamaria Lucchino in qualità di Presidente dell’Associazione Oltre l’Autismo – abbiamo cercato un canale comunicativo ed erano stati avanzati suggerimenti tecnici e giuridici alla dirigente del settore competente affinché il Comune recepisse correttamente la nuova normativa e garantisse continuità assistenziale agli utenti coinvolti. Tali indicazioni sono rimaste inascoltate, letteralmente rifiutate e oggi le conseguenze di queste decisioni colpiscono i nostri ragazzi e le loro famiglie.
Non riusciamo veramente a capire perchè si continui ad attuare questo ostruzionismo nei confronti della nuova normativa, non capiamo chi fornisca consigli così scellerati e basati su competenze datate. Chiediamo con urgenza il ripristino immediato del servizio, l’applicazione concreta della normativa sul progetto di vita e l’apertura di un confronto serio con le associazioni e le famiglie: dopo un anno di attesa, senza ricevere mai risposte nè vedere concretizzarsi la nuova normativa efficacemente, confrontarsi e collaborare ci sembra il minimo sindacale che questa Amministrazione deve ai nostri figli”.




