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Roma, “Laurea alla memoria” ad Alice Cittadino, il ricordo struggente del marito per la 40enne lametina

A.lice Cittadino

Roma, 12 maggio 2026.

Per noi un giorno diverso dagli altri, in cui, presso l’Aula Magna: Salvatore Motta della Sede dell’Università E-Campus di Roma, si tiene una sessione di Laurea molto particolare.

Questa volta non ci sono studenti a discutere le loro tesi di fronte a docenti, parenti, amici e conoscenti. La sessione straordinaria è infatti dedicata ad Alice Cittadino: moglie, figlia, sorella e studentessa laureanda in Scienze dell’Educazione e della Formazione, prematuramente strappata alla vita nell’estate del 2024.

Alice, nativa di Nicastro, quartiere storico di Lamezia Terme, aveva lasciato la sua terra natale, la Calabria, e viveva ormai da molti anni a Roma. Qui aveva incontrato l’amore e da tempo si dedicava al suo lavoro di Assistente Educativo Culturale, una figura professionale che nelle scuole affianca i docenti, occupandosi dell’integrazione e della comunicazione degli alunni con disabilità. Un lavoro che amava profondamente, così come amava tutti i bambini di cui si prendeva cura.

Da tempo Alice aveva iniziato un percorso accademico presso l’Università E-Campus, affiancando lo studio al lavoro con grande motivazione e determinazione.

Nell’estate del 2024 aveva completato tutti gli esami e aveva ultimato la sua Tesi Sperimentale sul fenomeno degli “Hikikomori”, persone che scelgono di ritirarsi completamente dalla società, isolandosi nella propria abitazione per lunghi periodi. Un fenomeno che colpisce molto spesso i più giovani e che lei voleva comprendere e far conoscere, forse proprio per poter aiutare chi cade in questa forma di apatia sociale.

Alice era una persona altruista ed empatica, per questo aveva scelto una professione che le permettesse di dedicarsi agli altri. Aveva sempre un sorriso e un gesto di affetto pronto, soprattutto per chi si trovava in difficoltà. Amava la vita e guardava sempre al futuro, desiderosa di crescere, evolversi e migliorare. Per questo, a quasi 40 anni, aveva deciso di rimettersi in discussione  e intraprendere questo percorso di studi.

Nell’Aula Magna, nonostante l’assenza, il suo ricordo aleggia nell’aria e riempie i pensieri e il cuore dei presenti. Lei non c’è, ma una sua grande foto campeggia al fianco del banco della commissione. Lo sguardo è intenso, il sorriso rivolto a tutti noi.

La Sessione del 12 maggio 2026 è speciale anche per un altro motivo. Presenzia infatti alla cerimonia Enzo Siviero, il Magnifico Rettore dell’Università, che conferisce di persona la “Laurea alla memoria ad Alice”. Come da lui stesso raccontato durante il discorso, dopo aver ricevuto la richiesta per concedere questo riconoscimento, è rimasto colpito così nel profondo dalla tragedia da aver deciso di onorare la cerimonia con la sua presenza.

Un ringraziamento speciale va quindi a lui, per aver compreso l’importanza di questo momento, per me, marito di Alice, per Michela, la mamma e per Simona, la sorella. E un ringraziamento speciale va a quest’ultima, per essersi prodigata affinché l’ateneo conferisse questo meritato riconoscimento.

Il 12 maggio sembra una giornata primaverile come tante altre, e invece è un giorno che ricorderemo per sempre, perché Alice vede compiersi il suo percorso di studi. Lei non è presente per discutere la tesi, che con passione e impegno aveva scritto: il suo ricordo e il suo spirito sono lì presenti, come presenti sono nei cuori di chi l’ha tanto amata e che, per sempre, continuerà ad amarla.

Jacopo Artegiani

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